Statte. Masserie di Leucapside e Accetta Grande un tesoro che racchiude tanta storia

A Statte diverse masserie si estendono nel territorio, tra cui la masseria fortificata di Leucaspide e quella di Accetta grande.

Statte le masserie spagnolo, sava e todisco
crediti. Masolino

Coloro che oggi sono i proprietari di queste ex masserie, sono i discendenti degli antichi contadini, pastori e agricoltori che con tanto amore hanno portato avanti la tradizione, lavorando i prodotti della terra rendendoli un patrimonio da valorizzare.

Molte di queste masserie sono state restaurate, come quella di Leucapside.

La Masseria fortificata di Leucaspide, oggi è resa irriconoscibile grazie a un’opera di restauro che permette di accogliere eventi come matrimoni e Congressi.

E’ una costruzione che risale al ‘500 ad opera dei Gesuiti, ma nel secolo successivo, la masserie è divenuta proprietà dell’ordine monastico delle Clarisse.  Nell’Ottocento appartenne a Sir James Lacaita, gentiluomo italo inglese, patriota e senatore del Regno d’Italia.

La Masseria si presenta ad archi che indicano la presenza di diversi ambienti. Un tempo vi erano molti frantoi, un ovile e l’aia. Oggi, di tutti i frantoi esistiti, ne sono rimasti soltanto tre. Il più antico era ipogeo ed in origine era provvisto di almeno due macine. Accanto alla masseria vi è un giardino storico, una chiesetta che è attorniata da campi e file di frutteti.

La masseria, nella zona che un tempo rappresentava la casa patronale, è disposta su due piani; ha una loggia porticata che si affaccia su un aranceto, dal quale, un tempo si poteva raggiungere il giardino. Alle spalle della casa patronale si trova un altro edificio disposto su due livelli. Al piano inferiore vi erano i locali di servizio e al piano superiore la zona residenziale.

La chiesetta ha un campanile a vela, un imponente colombaio a torre, dotato di cinque piccole monofore che scandiscono la parte superiore dei quattro lati.

Sir Lacaita, nei suoi lunghi soggiorni alla masseria accolse molti personaggi illustri, fra cui la londinese Janet Ross che abitò a lungo in questa masseria e si innamorò del posto, tanto che dedicò alla terra di Puglia uno dei suoi scritti “La terra di Manfredi”, uno vero e proprio reportage attraverso la Puglia di fine ottocento.

Masseria Accetta Grande

Sul lato ovest della Gravina di Leucaspide, è situata la masseria. Si presenta come un imponente edificio caratterizzato da una serie di archi. Ha una tipologia a corte chiusa. Vi si accede attraverso due portali. Nella masserie ci sono vari ambienti diversi, come gli ovili con il relativo mungitoio, le stalle, un colombaio e un gallinaio. L’ambiente è molto rustico e si estende per diversi metri quadrati. Ha un piano terra dove negli ambienti si accede per mezzo di un susseguirsi di archi. Vi è anche un piano superiore. La masseria è attorniata da una scarsa macchia mediterranea con spazi verdi ed alberi sparsi. Nella stessa area della masseria, poco distante, si trova anche una chiesetta che rispetto alla grandezza della masseria, è molto piccola.