Viaggio in motoscafo tra le isole Cheradi: calette segrete dove fare il bagno in acque cristalline

In breve: in 25 minuti di motoscafo da Taranto raggiungi le calette più tranquille di San Pietro, acqua trasparente, fondali sabbiosi e scogli levigati dal vento. Ecco rotta, regole e consigli rapidi per goderti le Cheradi senza sorprese.
- Durata: mezza giornata o giornata intera
- Periodo ideale: maggio–settembre
- Punti forti: calette riparate, snorkeling semplice, tramonti sul Mar Grande
- Attenzioni: aree militari e boe di sicurezza presso San Paolo (Marina Militare)
- Stile: mare, natura, note di pizzica al rientro in città
Come organizzare il giro in motoscafo
Partenza consigliata dai porticcioli turistici di Taranto (zona Borgo e Città Vecchia). Si risparmia tempo e si evita il traffico del primo pomeriggio.
- Noleggio o skipper: per i meno esperti, meglio barca con conducente locale. Conosce boe, venti e fondali.
- Meteo e venti: con maestrale puntare alle calette a sud e ovest; con scirocco cercare ridossi a nord.
- Orari smart: partenza entro le 9:30, rientro al tramonto. Luce perfetta e meno onde.
- Dotazioni: ancora con cima lunga, maschere, scarpette da scoglio, acqua in abbondanza.
Rotta rapida e soste strategiche
Obiettivo: massima resa in poco tempo. La rotta classica abbraccia la costa di San Pietro con due o tre soste brevi.
- Uscita da Taranto: lasciati alle spalle Castello Aragonese e lungomare. Rotta diretta verso sud-ovest in Mar Grande.
- Prima sosta – lato ovest di San Pietro: piccole spiaggette sabbiose con acqua bassa e fondo chiaro. Ideali per famiglie e foto.
- Seconda sosta – lato sud: anse rocciose, mare più profondo, ottimo per maschera e pinne. Visibilità spesso oltre i 10 m.
- Passaggio di cortesia su San Paolo: sbarco non consentito per area militare; mantieni distanza di sicurezza e goditi lo skyline di Taranto.
Tempi di navigazione indicativi: 20–30 minuti dalla città alla prima cala; tra una cala e l’altra 5–10 minuti.
Tabella calette e condizioni
| Zona | Fondale | Quando | Note |
|---|---|---|---|
| Ovest di San Pietro | Sabbia chiara | Mattina con maestrale | Acqua bassa, ottima per bagno rilassato |
| Sud di San Pietro | Misto roccia-posidonia | Mezzogiorno con brezza leggera | Snorkeling semplice lungo le pareti |
| Nord di San Pietro | Roccia | Pomeriggio con scirocco | Ridossi utili, serve cima lunga per ancoraggio |
| Perimetro San Paolo | Profondo | Solo transito | Area militare: no sbarco, attenzione alle boe |
Regole, sicurezza e ambiente
- Aree interdette: rispetta i limiti intorno a San Paolo e alle installazioni della Marina Militare. Le boe gialle non sono decorative.
- Velocità ridotta: motore al minimo vicino alle calette e dove vedi bagnanti.
- Ancoraggio consapevole: preferisci sabbia; evita la Posidonia oceanica dove possibile.
- Zero rifiuti: riporti tutto a terra. L’arcipelago rientra in siti di valore ecologico e corridoi della rete Natura 2000.
- Briefing di bordo: prima tuffo, poi foto. Caschetto mentale: precedenze, elica spenta con persone in acqua.
Esperienza sensoriale: acqua, suoni e sapori
L’acqua qui è una lente: allarga i dettagli, enfatizza gli azzurri. Con maschera e pinne vedi salpe e occhiate in pochi minuti.
Colonna sonora a bordo? Pizzica e folk tarantino: ritmo giusto per alzare l’ancora e restare leggeri. Al rientro, sul molo, una frittura di paranza e una gazzosa ghiacciata completano il quadro.
Consiglio personale: scatta le pareti rocciose in controluce. Le sfumature ricordano i murales che documento tra le banchine del Borgo: texture naturali, stessa forza espressiva.
Dopo il mare: street art e musica a Taranto
Chiudi la giornata tra vicoli e murales. Nel Borgo Umbertino e in Città Vecchia trovate facciate dipinte, poster art e installazioni effimere.
- Itinerario veloce: lungomare–Ponte Girevole–Città Vecchia, poi aperitivo in piazza.
- Musica live: quando c’è, il Medimex anima il porto con showcase e incontri. Occhio al calendario.
- Cucina di ritorno: crudo di mare e panino con polpo alla piastra in friggitoria storica.
Quando andare
- Giugno: mare già caldo, poca folla.
- Settembre: luce morbida, tramonti intensi.
- Agosto: partire all’alba o dopo le 16 per evitare affollamento e onda corta.
Cosa mettere in barca
- Dry bag, cappello a tesa, crema solare reef-friendly.
- Maschera e scarpette: rocce lisce ma scivolose.
- Acqua e frutta: nelle calette non ci sono chioschi.
Foto e rispetto
- Drone: vola solo dove consentito, lontano da aree sensibili.
- Silenzio attivo: musica sì, ma volume basso nei ridossi. La quiete è parte del paesaggio.
Itinerario lampo: una giornata tipo
- 09:00 – Partenza da Taranto, controllo venti e carburante.
- 09:45 – Prima cala a ovest: tuffo e foto.
- 11:15 – Spostamento a sud: snorkeling sulle pareti.
- 13:00 – Pranzo leggero a bordo, ombra e idratazione.
- 15:30 – Veleggiata lenta lungo la costa, sosta breve se il mare lo consente.
- 17:00 – Rientro costeggiando, golden hour su Taranto.
- 18:30 – Aperitivo in città, street art walk e musica live se in programma.
- Per chi: viaggiatori curiosi che cercano mare pulito e micro-avventure.
- Perché ora: stagione perfetta e luce epica per foto.
- Come: motoscafo con skipper se non conosci boe e venti locali.
- Regola d’oro: rispetta calette, boe e silenzi. Il resto viene da sé.

