Assegno unico figli: la soglia che incide

L’assegno unico figli rappresenta oggi uno degli strumenti più incisivi per il supporto familiare in Italia: con oltre 5 milioni di nuclei beneficiari, la differenza tra ricevere l’importo pieno o uno ridotto dipende da una soglia ISEE precisa. Comprendere come questa soglia incida sull’assegno mensile è fondamentale per tante famiglie che fanno affidamento su questa prestazione economica, specialmente in un periodo di rincari e incertezza finanziaria.

Qual è la soglia ISEE per ricevere l’assegno unico?

Per accedere all’assegno unico e universale, il parametro centrale è l’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. La normativa attuale, aggiornata con la Legge di Bilancio 2024, stabilisce che la soglia base per ottenere l’importo massimo dell’assegno è fissata a 17.090 euro di ISEE. Fino a questa cifra, ogni figlio minorenne dà diritto a un contributo massimo mensile, che nel 2024 è pari a circa 199 euro per ciascun figlio.

Superata questa soglia, l’importo dell’assegno unico figli diminuisce progressivamente fino a una soglia massima di ISEE di 45.574 euro. Oltre questo limite, si riceve comunque un importo minimo garantito, ma sensibilmente più basso. È importante sapere che non esiste una soglia ISEE sotto la quale non si può fare richiesta: tutte le famiglie con figli a carico possono accedere al beneficio, ma l’importo varia in base al reddito familiare.

Come calcolare l’assegno unico in base al reddito?

Il calcolo assegno unico si basa su una tabella a scaglioni prevista dalla legge. Più basso è l’ISEE, maggiore è il contributo per ciascun figlio. Ad esempio, con un ISEE inferiore a 17.090 euro, il sostegno raggiunge il massimo per ogni figlio minorenne. Per chi invece ha un ISEE superiore, l’importo cala progressivamente fino al minimo previsto.

Per le famiglie senza ISEE, viene automaticamente riconosciuto l’importo minimo. Presentare l’ISEE aggiornato, però, è fondamentale per accedere a un importo più alto se i redditi e il patrimonio lo consentono. Il calcolo considera anche altri fattori: la presenza di figli con disabilità, la numerosità del nucleo familiare, l’età dei figli (importi leggermente maggiori per figli sotto l’anno di età o per famiglie con almeno tre figli).

Per sapere la cifra precisa spettante, puoi utilizzare i simulatori messi a disposizione dall’INPS o rivolgerti a un CAF: dovrai presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica aggiornata, che fotografa la situazione economica familiare al momento della domanda.

Quali famiglie beneficiano maggiormente dell’assegno unico?

Le famiglie numerose, monoreddito o con ISEE basso sono quelle che traggono il maggior vantaggio economico dalla prestazione. Per esempio, un nucleo con due figli e ISEE inferiore a 17.090 euro riceve oltre 400 euro al mese. Se ci sono tre figli o più, si aggiunge una maggiorazione che può aumentare sensibilmente l’importo complessivo.

Maggiore attenzione è riservata anche alle famiglie con figli disabili: in questi casi l’assegno è più elevato e può proseguire anche oltre i 21 anni di età del figlio, se permane la condizione di disabilità. Anche i genitori under 21 possono beneficiare di una quota aggiuntiva, così come chi lavora e presenta un reddito da lavoro, grazie a specifiche maggiorazioni.

Un dato interessante: secondo il bilancio INPS 2023, oltre il 60% dei beneficiari ha un ISEE al di sotto della soglia massima per l’importo pieno. Questo conferma che l’assegno unico è pensato come un sostegno concreto per chi si trova in una situazione economica più fragile.

Cosa fare se non si raggiunge la soglia?

Non esiste una soglia minima di ISEE sotto la quale non si possa accedere all’assegno unico figli: anche in assenza di ISEE, si ottiene comunque l’importo minimo previsto dalla normativa. Tuttavia, per ottenere l’importo massimo, è necessario presentare la dichiarazione ISEE aggiornata ogni anno, preferibilmente entro il 28 febbraio, così da non perdere le mensilità piene da marzo in poi.

Se la situazione economica dovesse peggiorare nel corso dell’anno (ad esempio per perdita di lavoro o riduzione del reddito), è possibile aggiornare l’ISEE e chiedere la ricalcolazione dell’assegno unico. Questo consente di ricevere l’importo proporzionato al nuovo livello di reddito, senza aspettare il rinnovo dell’anno successivo.

Per chi invece supera la soglia per l’assegno unico pieno, la prestazione si riduce ma resta garantita una quota minima. È quindi sempre consigliabile presentare la DSU e verificare ogni anno la propria posizione, anche solo per accertarsi di ricevere quanto dovuto.

Tempistiche e modalità di richiesta dell’assegno unico

La domanda per l’assegno unico e universale può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma per ricevere gli arretrati da marzo occorre inviare la richiesta entro il 30 giugno. La prestazione economica viene erogata dall’INPS mensilmente, direttamente sul conto corrente indicato dal richiedente, a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

È necessario rinnovare l’ISEE ogni anno per mantenere la prestazione aggiornata e non perdere eventuali aumenti. La domanda si può presentare online sul portale INPS, tramite patronati o CAF. In fase di richiesta, è importante avere a disposizione tutti i dati anagrafici e reddituali del nucleo familiare, oltre all’IBAN per l’accredito.

In caso di variazioni familiari (nascita di un figlio, separazione, cambio di residenza), occorre aggiornare tempestivamente la domanda per non rischiare sospensioni o decurtazioni dell’importo.

Conclusioni: perché monitorare la soglia ISEE è fondamentale

La soglia ISEE rappresenta il vero discriminante nell’accesso all’assegno unico figli: conoscere la propria situazione economica aggiornata permette di ottenere il massimo da questa prestazione economica, che è oggi il principale strumento di supporto familiare in Italia. Presentare la domanda nei tempi previsti, aggiornare annualmente l’ISEE e monitorare le eventuali variazioni sono passi essenziali per non perdere importi importanti che possono fare la differenza nel bilancio familiare.

In definitiva, l’assegno unico non è solo un aiuto economico ma anche un incentivo alla trasparenza e alla conoscenza dei propri diritti: essere informati sulla soglia per l’assegno unico e sulle modalità di calcolo ti permette di gestire con maggiore consapevolezza il benessere della tua famiglia.

Luca Morandi

Consulente Finanziario Indipendente, Educatore Finanziario

Consulente Finanziario Autonomo iscritto all'Albo OCF (Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari). Da oltre 10 anni aiuta famiglie e risparmiatori a pianificare i propri investimenti in modo consapevole, senza conflitti di interesse. Tiene corsi di educazione finanziaria nelle scuole superiori e collabora con associazioni di consumatori.

Lascia un commento