Coldiretti Puglia applaude il taglio del prezzo carburanti

Coldiretti Puglia emette un comunicato sul taglio del prezzo dei carburanti

Coldiretti Puglia

Coldiretti Puglia in riferimento anche alla situazione in provincia di Taranto ha emesso un comunicato per parlare del calo del costo dei carburanti in seguito all’intervento governativo. Per fortuna la spesa dei consumatori si riduce fanno sapere.

La riduzione dei prezzi della benzina e del gasolio per Coldiretti Puglia

“In un Paese come l’Italia dove l’85% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada la riduzione dei prezzi di benzina e gasolio ha un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa di consumatori. E’ quanto afferma la Coldiretti Puglia, in occasione della riduzione delle accise sui carburanti e quindi del loro prezzo di vendita prevista dall’entrata in vigore del decreto legge “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina”, dopo che in poche settimane il prezzo del gasolio agricolo era schizzato mediamente del 115% rispetto a prima dello scoppio della guerra.”

Inoltre la riduzione del costo del carburante è estesa anche alla tavola perché i costi alti di quest’ultimo periodo non hanno fatto altro che aumentare la dipendenza dell’Italia dall’estero anche per quanto concerne i prodotti da tavola.

“Con il credito di imposta del 20% per la riduzione del costo del gasolio per pesca ed agricoltura previsto dal decreto, la riduzione del costo del carburante si estende dal campo alla tavola in una situazione in cui per il balzo dei costi energetici l’agricoltura deve pagare una bolletta aggiuntiva di almeno 8 miliardi su base annua, rispetto all’anno precedente, che mette a rischio coltivazioni, allevamenti, e industria di trasformazione nazionale ma anche gli approvvigionamenti alimentari di 5,6 milioni di italiani che si trovano in una situazione di indigenza economica. Il caro gasolio ferma i trattori nelle campagne, spegne le serre di fiori e ortaggi e blocca i pescherecci italiani nei porti, aumentando la dipendenza dall’estero per l’importazione di prodotti alimentari.”

Il gasolio serve sicuramente per provvedere ad estirpare, rullare, seminare e fare tante altre operazioni che sono necessarie. Ma non vanno comunque messi da parte tutti i costi per il riscaldamento delle serre che servono a produrre ortaggi.

“Il gasolio è necessario per le attività dei trattori che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina, la concimazione e l’irrigazione dei terreni ma anche per le attività di pesca dove la metà dei costi che le aziende ittiche devono sostenere è rappresentata, infatti, proprio dal carburante. Senza dimenticare i costi per il riscaldamento delle serre per la produzione di ortaggi e fiori le serre con la necessità di contenere i costi che rischia di far scomparire alcune delle produzioni più tipiche. Contenere il caro carburanti e ridurre la dipendenza dall’estero sui prodotti alimentari sono scelte strategiche per il Paese.”

In Puglia le importazioni superiori alle esportazioni

Occorre quindi continuare ad aumentare la produzione di cibo propria dato che negli ultimi anni purtroppo le importazioni hanno continuato a farla da padrone.

“Anche la Puglia, come tutta l’Italia deve puntare ad aumentare la propria produzione di cibo recuperando lo spazio fino a oggi occupato dalle importazioni che, come dimostrano gli avvenimenti degli ultimi anni, sono sempre più esposte a tensioni internazionali e di mercato che mettono a rischio la sovranità alimentare del Paese. La corsa dei prezzi dell’energia, dal gasolio all’elettricità dal gas alla benzina, pesa dai campi alle tavole, passando per logistica e trasporti, con i costi di lavorazione dei terreni cresciuti dal 25% al 100% in più per le normali operazioni nei campi come aratura, rullatura, erpicatura, raccolta e altre lavorazioni, una emergenza proprio alla vigilia delle semine primaverili per garantire la produzione di mais, girasole e soia per l’alimentazione degli animali mentre in autunno le lavorazioni serviranno per il grano duro per la pasta e quello tenero per la panificazione, in una situazione sugli scaffali arrivano i primi razionamenti per le difficoltà all’importazione derivate dalla guerra in Ucraina.”

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“La produzione agricola e quella alimentare in Puglia assorbono oltre il 10,3% dei 5,578 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) all’anno dei consumi totali, con i rincari hanno dunque un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola, in un momento in cui con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di accaparramenti, speculazioni e aumenti dei prezzi di beni essenziali che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare.” Così si conclude il comunicato stampa inviato dalla Coldiretti.