Spacciavano le cozze contaminate per buone a Taranto

Sono finite in carcere e ai domiciliari le persone coinvolte nei reati di furto, ricettazione e commercio di sostanze alimentari altamente tossiche. 

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Spacciavano le cozze contaminate per buone a Taranto
Fonte web: pixabay di juttazeisset

TARANTO – E’ stata condotta una maxi operazione chiamata “passo e chiuso” che ha coinvolto una massiccia quantità di militari di polizia della Guardia Costiera di Taranto.

Eseguite 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari, disposte dal Tribunale di Taranto.

I mitilicoltori di Taranto hanno denunciato il furto di prodotti ittici.

E’ stato scoperto un mercato parallelo di frutti di mare che venivano rubati ai mitilicoltori e non essendo rispettate le norme di conservazione, divenivano contaminati sia chimicamente che biologicamente.

I mitili in queste pericolose condizioni igienico sanitarie, venivano commercializzate come prodotti di alta qualità.

A questo fine, venivano contraffatte le etichette che permettevano così una regolare tracciabilità.

Coltivazione in impianti illegittimi.

Le indagini condotte hanno portato alla scoperta di un’ organizzazione criminale che trafugava le cozze da impianti siti nel 1° e 2° seno del Mar Piccolo e poi li rivendeva ad acquirenti di fiducia locali che poi li commercializzavano sulle bancarelle poste per strada.

 

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