Arcelormittal: premio di risultato 3% possibile?

Usb Taranto spiega come il premio di risultato sia in realtà negativo per i lavoratori

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ArcelorMittal

TARANTOArcelormittal ha messo a disposizione il premio di risultato del 3%. Per l’Usb Taranto, però, la dirigenza del polo siderurgico dimostra ancora una volta la sua inaffidabilità.

Infatti, il sindacato dei lavoratori denunciava come questa procedura non fosse proprio “in regola” con le normative previste.

Ora sono anche Fim, Fiom e Uilm a richiedere un incontro per maggiori informazioni sulle modalità disposte dal polo siderurgico.

Infatti, il premio di risultato è oggetto di accordo. L’accordo è del 6 settembre 2018. Quindi, la società franco-indiana ArcelorMittal Italia ha dichiarato che per il premio si terrà conto delle presenze non retribuite e del periodo di cassa integrazione per ciascun lavoratore.

Mentre l’anno scorso questo metodo poteva funzionare (anche se l’Usb l’ha contestato nel 2019), questo metodo non si può applicare al 2020.

Infatti, molte persone sono andate in cassa integrazione per la questione del CoVid-19. Quindi, ora questo metodo andrebbe contro i lavoratori che hanno dovuto ricorrere alla cassa integrazione non di propria volontà.

Considerato che ora i lavoratori in cassa sono circa 5000, ovviamente si riducono le reali opportunità di ottenere il premio di risultato.

“L’azienda infatti interpreta le questioni a suo piacimento, cercando di risparmiare sulle spalle dei lavoratori e spendendo invece importanti risorse per consulenze o assunzioni di soggetti non proprio giovanissimi, parliamo di ultrasessantenni, cui viene affidato il triste compito di procedere ai tagli del personale”.

Questa è la denuncia di Alessandro Damone dell’Usb per l’ex Ilva.

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