Covid-19, disposizioni e aiuti dai medici di famiglia

Covid-19 e scuola, le condizioni esatte per portare i propri figli a scuola non sono ancora oggi chiare nonostante la scuola sia già ricominciata da circa un mese.

Medici per Covid

Ancora adesso i genitori non sanno come comportarsi ed hanno le idee poco chiare, anzi confuse. La maggior parte di loro chiedono come riconoscere i sintomi da raffreddore piuttosto che quelli da covid per non sbagliare. Le disposizioni al momento non sono sufficienti a capire come muoversi. Ecco perchè intervengono i  medici di famiglia per dare il massimo supporto ed informazioni su cure primarie. I medici hanno chiesto al Simg stretta collaborazione. La società italiana di medicina generale dovrà da questo momento in poi sciogliere i dubbi che creano dal primo giorno il panico e la confusione.

Covid-19 ecco i sintomi che stabiliscono di che tipo di malessere si tratti

Covid-19 e influenza hanno gli stessi sintomi, si manifestano entrambi con tosse, febbre, brividi, affanno, respiro corto, diarrea, stanchezza, cefalea. Insomma secondo queste prime informazioni i mali di stagione ed il covid potrebbero anche essere confusi. Quindi ciò che comunemente ci si chiede è come comportarsi in caso di sintomi facilmente riconducibili all’uno o l’altro.

Il covid ha un sintomo inconfondibile: perdita di gusto ed olfatto, non graduale. Poi ancora difficoltà a respirare, senso di oppressione toracica, confusione, convulsioni, febbre e tosse che peggiorano sempre di più. Mentre per quanto riguarda i tempi di incubazione variano da 2 a 14 per il covid, e da 1 a 4 per un’influenza stagionale.

Cosa fare in caso di stretto contatto con un contagiato in classe

Si chiarisce anche un altro aspetto. Qualora in classe ci dovesse essere un caso di covid bisogna contattare il medico e concordare il da farsi. Lui saprà come comportarsi, se richiedere un periodo di quarantena o meno.

Proprio su questo argomento non sembrerebbero esserci ancora delle direttive da parte della Simg. Al momento per periodi di assenza superiori a 2 giorni i bambini devono essere sottoposti a tamponi. Questo crea scalpore nei genitori contrari soprattutto in caso di bambini piccoli.