Diritto alla salute in tutta Italia, ma a Taranto non viene rispettato

A Taranto, momento molto particolare soprattutto in merito alla reazione relativa ad alcune parole del Ministro Roberto Speranza

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Diritto alla salute a Taranto

TARANTO – Parlando del contagio del coronavirus e dei rischi che si corrono in questo periodo, il ministro Roberto Speranza ha rilasciato tante interviste. Nel corso di una queste interviste ha detto che il diritto alla salute è una delle cose più importanti che esistono e va rispettato prima di tutto. Infatti, nell’ambito di un articolo pubblicato sul Corriere della Sera si parla del coronavirus. Il Ministro Speranza ha specificato che lui è anche pronto a bloccare i voli perché per lui la salute è più importante dell’economia. Un problema che riguarda quindi l’intero pianeta e il blocco voli potrebbe essere l’unico per cercare di tenere sotto controllo l’epidemia che sta terrorizzando tutto il mondo.

Diritto alla salute come priorità: ma a Taranto?

Il diritto alla salute è per Roberto Speranza una delle priorità. Infatti, si dice anche pronto bloccare i voli. Questa reazione, però non è piaciuta a cittadini di Taranto che si sono sentiti un po’ presi in giro. Infatti, secondo loro quando c’è stato il caso dell’ex Ilva si parlava sempre di un’importanza economica di questa struttura che spesso andava a discapito della Salute. In quel caso, per i residenti della città dei due Mari, non c’è stato alcun tipo di tutela ed infatti, in quel caso l’articolo 32 non sembrava prioritario per la parte politica. Come mai adesso tutta questa importanza? Con questo tono, sono arrivati numerosi commenti anche sui social network.

La risoluzione per la salvaguardia del diritto alla salute

Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera il ministro Roberto Speranza ha specificato che il diritto alla salute deve essere tutelato bloccando i collegamenti. Per lui è il caso di mettere l’economia in secondo piano. Se è vero che è molto importante favorire gli scambi commerciali con i paesi asiatici, d’altro canto, però per il ministro ora la priorità è rispettare l’articolo 32 della Costituzione. I tarantini, però nonostante tutto, si sentono un po’ preso in giri perchè per loro quel diritto non ha mai fatto la differenza.

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