Bombardieri: «Siamo stanchi di chi prende in giro». L’appello della Uil sulla crisi dell’ex Ilva di Taranto

Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha affrontato la vertenza siderurgica di Taranto nel corso del 18° congresso nazionale della Uilm in corso a Bari. Secondo Bombardieri, l’ex Ilva sarebbe «di fatto chiusa», una dichiarazione che avrebbe suscitato sorpresa quando formulata per la prima volta.

Bombardieri avrebbe evidenziato come, pur riconoscendo l’importanza strategica della produzione di acciaio per il Paese, rimane aperta la questione del futuro dei lavoratori. Il leader sindacale avrebbe chiesto per quanto tempo ancora i dipendenti potranno sopportare la cassa integrazione senza vedere garantiti posti di lavoro stabili e dignitosi.

La situazione dei lavoratori in cassa integrazione rappresenterebbe, secondo Bombardieri, un’urgenza concreta, con migliaia di addetti interessati da misure di ammortizzatore sociale in aumento rispetto alle fasi precedenti della crisi. Bombardieri avrebbe sollecitato un intervento diretto dello Stato, sottolineando come finora vengano erogati fondi principalmente per prestiti e cassa integrazione, mentre gli industriali richiederebbero risorse pubbliche pur dichiarando di voler acquisire lo stabilimento.

La questione della decarbonizzazione verso i forni elettrici comporterebbe, secondo le analisi citate, circa 5.000 esuberi. Bombardieri avrebbe chiesto chi gestirà questa transizione, definendola una domanda scomoda dalla quale non si potrebbe sfuggire. Secondo il sindacalista, la conversione tecnologica richiederebbe circa cinque anni di produzione a carbone e porterebbe a una significativa riduzione degli addetti nello stabilimento.

Bombardieri avrebbe anche affrontato il tema della «pacificazione del territorio», interrogandosi sulla sostenibilità degli effetti ambientali e industriali dell’impianto sulla città. La vertenza sarebbe stata presentata non solo come dossier aziendale, ma come questione di equilibrio tra salute, lavoro, investimenti e prospettive urbane.

Il sindacalista avrebbe evidenziato come il dibattito sulla siderurgia tarantina spesso scivoli su posizioni ideologiche, trascurando le esigenze concrete di chi dipende dalla fabbrica. Bombardieri avrebbe anche denunciato una confusione tra istituzioni, rilevando posizioni divergenti tra i vertici regionali, comunali e governativi, mentre i lavoratori ne subirebbero le conseguenze.

Bombardieri avrebbe sottolineato che il Paese ha bisogno di acciaio ma anche di una soluzione credibile per il sito e per chi vi lavora. Secondo il sindacalista, se lo Stato interviene pubblicamente dovrebbe porsi l’obiettivo di discutere come bonificare l’area e programmare un nuovo insediamento produttivo, salvaguardando l’occupazione e pacificandosi con il territorio.

La vertenza ex Ilva rimane una delle più complesse del Mezzogiorno, intrecciando questioni di occupazione, industria e identità territoriale tarantina.

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