La memoria civile di Bakary Sako: da Taranto a Lecce, quando il lutto diventa impegno per i diritti

Taranto ha portato la memoria del bracciante maliano in occasione dell’evento Abitare la Pace: dalla crisi alla comunità, con una sedia vuota e due targhe consegnate al Parco della Musica-Baraccamenti Cattolica. La cerimonia, svoltasi dopo l’autopsia e il saluto privato, ha permesso alla città di ricordare senza anticipare giudizi penali.

L’arcivescovo Ciro Miniero, durante la Festa dei Popoli nella parrocchia Madonna delle Grazie, avrebbe assunto la morte di Sako come ferita civile, con un appello alla condanna della violenza e alla priorità educativa.

L’ANPPIA Taranto avrebbe chiesto al Comune di costituirsi parte civile nel procedimento penale e di valutare la proclamazione del lutto cittadino. La richiesta arriva dopo la manifestazione del 14 maggio, promossa da Babele, Mediterranea Saving Humans, Libera contro le mafie e dalla Comunità africana di Taranto e Provincia, dove sarebbero confluiti centinaia di cittadini, associazioni e sindacati.

Il Comune ha presentato le attività dello Sportello di Mediazione Interculturale, che sarà intitolato alla memoria di Bakary Sako, con l’obiettivo di promuovere inclusione e dialogo interculturale. Nel comune di Pulsano, studenti avrebbero fatto volare una mongolfiera con i palmi delle loro mani intinti in colori diversi.

Il Consiglio comunale di Taranto ha esposto un cartello in ricordo del bracciante 35enne. Secondo quanto riferito dal sindaco degli studenti, l’aggressione nella Città Vecchia metterebbe in luce il profondo disagio sociale delle periferie urbane, con la violenza espressa dai giovanissimi che rappresenterebbe il sintomo di un vuoto educativo e di assenza di prospettive.

Secondo Casartigiani Taranto, non basterebbe affrontare il tema della sicurezza o della repressione: servirebbe creare sviluppo, lavoro ed economia reale, offrendo ai giovani opportunità legali e concrete.

A Lecce sarebbe nato ufficialmente il Comitato Bakary Sako, organismo costituito nell’ambito delle attività di Human First Italia, associazione impegnata nella promozione dei diritti umani e dell’inclusione sociale. Il Comitato avrebbe la funzione di monitorare problematiche sociali emergenti e elaborare proposte rivolte alle istituzioni.

Il fascicolo resterebbe su sei posizioni per omicidio volontario in concorso, con quattro minorenni e due maggiorenni sottoposti a misure detentive. Il gestore del Bar Fontana sarebbe indagato per favoreggiamento personale. Una consulenza medico-legale sarebbe ancora da depositare, con risultanze che indicano tre ferite da taglio e un trauma al volto.

A poco più di un mese dai fatti, Taranto e il territorio pugliese affrontano la sfida di trasformare questa tragedia in un impegno duraturo per cambiare le condizioni strutturali che producono violenza, esclusione e marginalità.

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