La questione dei voli civili rimane uno dei nodi irrisolti della politica regionale e locale a Taranto, nonostante i progressi infrastrutturali compiuti negli ultimi anni. Una comunità attende da decenni una connettività aerea adeguata alle dimensioni demografiche e produttive della provincia.
Uno scalo riqualificato ma bloccato
I lavori di riqualificazione del terminal passeggeri del Manthonè sono in fase conclusiva e la Regione ha investito 9 milioni di euro per la nuova struttura. Tuttavia, nonostante questi investimenti pubblici significativi, l’infrastruttura rimane chiusa al traffico passeggeri commerciale. L’aeroporto di Grottaglie, che riveste una funzione cargo-logistica e costituisce un esempio di integrazione tra trasporto aereo e industria aerospaziale, potrebbe accogliere voli di linea senza sacrificare le sue vocazioni specialistiche.
Secondo la storia dell’infrastruttura, nel 1964 divenne aeroporto civile, ospitando principalmente voli della compagnia di bandiera italiana che collegavano Taranto con Roma. L’attività commerciale sarebbe poi cessata nel 2003, interrotta da quel momento da occasionali progetti mai concretizzati.
La mobilitazione degli ultimi anni
I movimenti cittadini favorevoli all’attivazione dei voli commerciali avrebbero incontrato l’onorevole Dario Iaia, con la partecipazione di associazioni come Taranto diritto di volare, Movimento cittadino pro aeroporto di Taranto, Comitato pro aeroporto di Taranto e altre realtà civiche. L’incontro, tenutosi a febbraio 2026, avrebbe confermato che la pressione dal basso continua senza mostrare segni di indebolimento.
Secondo quanto riferito dai promotori, durante l’incontro sarebbe stata condivisa la convinzione che esistano tutte le condizioni per l’apertura dello scalo ai voli civili, con le condizioni strutturali già presenti secondo chi conosce il territorio.
La continuità territoriale come diritto riconosciuto
Taranto e la sua provincia continuano a scontare un grave deficit sul piano della mobilità nonostante la presenza di questa infrastruttura non valorizzata. L’attivazione dei voli passeggeri potrebbe rappresentare una risposta concreta e un volano di sviluppo economico e turistico, con l’aeroporto di Grottaglie che rientra negli scali di continuità territoriale. La continuità territoriale è uno strumento giuridico che garantisce la connettività aerea a determinate aree geografiche particolarmente importanti per ragioni economiche e sociali. Taranto, con i suoi oltre 190 mila abitanti, rientra pienamente in questi criteri.
I timori verso il gestore unico regionale
Nel dibattito politico locale emergerebbe la necessità di aumentare il livello di partecipazione, lamentando che il gestore aeroportuale unico non procurerebbe le stesse opportunità riservate ad altri scali pugliesi. Il riferimento ad Aeroporti di Puglia aprirebbe una questione di disproporzionalità nella distribuzione delle rotte: mentre Bari, Brindisi e Foggia avrebbero accesso ai voli commerciali, Taranto rimane isolata dal cielo.
Verso i Giochi del Mediterraneo 2026
Un elemento ritenuto decisivo dai promotori sarebbe l’avvicinarsi dei Giochi del Mediterraneo previsti ad agosto, considerati un’occasione di promozione del territorio. L’apertura ai voli civili rappresenterebbe, secondo questa prospettiva, un valore aggiunto per presentare Taranto ai visitatori internazionali.
Cosa chiedono i movimenti
Le associazioni chiederebbero la collaborazione di Regione Puglia e Aeroporti di Puglia affinché vengano avviate le procedure per il riconoscimento degli oneri di servizio pubblico e sia resa disponibile la documentazione tecnica già commissionata. Secondo quanto riferito, si chiede trasparenza amministrativa, accesso ai dati tecnici già finanziati con fondi pubblici e l’attivazione di procedure normative previste dalla legge.
Una questione di equità territoriale
La questione della connettività aerea a Taranto si inserisce in un panorama nazionale dove diverse province lottano per adeguate connessioni. Quello che caratterizzerebbe il caso tarantino sarebbe la sovrapposizione di fattori: un’infrastruttura già riqualificata con fondi pubblici significativi, il riconoscimento formale della continuità territoriale, e il contesto di un grande evento internazionale alle porte.
