Nel cuore di Grottaglie sorge uno dei complessi monastici più affascinanti della Puglia: la Chiesa di San Francesco da Paola, dedicata alla Madonna delle Grazie, e il suo grandioso convento. Un luogo dove storia, spiritualità e bellezza architettonica si intrecciano in un capolavoro barocco ricostruito dopo il terremoto del 1711. Pochi passi dal centro storico, sulla strada che conduce al santuario della Mutata, questo complesso rappresenta una delle testimonianze più significative della devozione verso il santo fondatore dell’Ordine dei Frati Minimi e della maestria costruttiva del Salento.
Origini e fondazione nel XVI secolo
La chiesa e il convento annesso vennero edificati nel XVI secolo per volere dell’Ordine dei frati Minimi devoti a San Francesco di Paola. La comunità religiosa arrivò a Grottaglie nel 1536, introdotta dal grottagliese P. Girolamo Sammarco, detto uno dei Paolotti, insieme al fratello Giacomo. Questi due fratelli locali furono gli artefici della realizzazione del complesso, mossi da profonda fede e determinazione nel voler creare un centro spirituale dedicato al santo calabrese fondatore dell’ordine monastico. Il complesso si sviluppò come un’opera collettiva, grazie anche alla devozione della comunità locale che supportò il progetto costruttivo.
Il terremoto del 1711 e la ricostruzione in stile barocco
La chiesa originaria presentava una struttura più articolata, composta da tre navate, e conservava elementi costruttivi del Cinquecento. Tuttavia, il terremoto del 1711 devastò gravemente il complesso, lasciando poco o nulla del progetto originario. La ricostruzione che seguì abbracciò pienamente il nuovo gusto barocco che caratterizzava l’epoca, trasformando radicalmente l’assetto interno dell’edificio. La nuova chiesa venne realizzata con una sola navata, soluzione che conferì all’ambiente una maggiore armonia prospettica, accompagnata dall’inserimento di sei cappelle laterali disposte simmetricamente, tre per lato.
Architettura della facciata e ingresso principale
La facciata si presenta con un linguaggio architettonico sobrio e austero, caratteristica riconoscibile nel barocco salentino. La composizione è tripartita da lesene verticali che scandiscono lo spazio, mentre un timpano spezzato corona la struttura con elegante semplicità. Una poderosa trabeazione divide il prospetto orizzontalmente, creando una netta suddivisione tra i due ordini. Al di sotto di questa linea di demarcazione si apre un raffinato portale lunettato in pietra locale, probabilmente risalente al XVI secolo, elemento che testimonia come parte della struttura originaria sia stata preservata e reimpiegata dopo la ricostruzione. Nell’ordine superiore, a bilanciare il portale, si trova un ampio finestrone che illumina lo spazio interno con luce diffusa.
L’interno: navata unica e cappelle laterali
L’interno della chiesa si sviluppa in un’unica navata conclusa dall’abside, soluzione che crea un flusso visivo lineare e contemplativo. Le sei cappelle laterali, tre per lato, rappresentano il principale elemento decorativo e funzionale dello spazio, realizzate pienamente nello stile barocco. Queste cappelle sono dedicate a diverse devozioni: al titolare San Francesco da Paola, all’Assunzione di Maria Vergine, al Beato Nicola da Longobardi, a San Michele Arcangelo, alla Sacra Famiglia e al Beato Gaspare de Bono. Una cappella minore a destra del transetto è riservata alla Madonna del Rosario, legata alla confraternita dello stesso nome, dove si conserva la venerata statua di San Ciro, il co-patrono della città, che viene portata in processione durante la festa dedicata al santo.
Il chiostro dei Frati Minimi: un capolavoro pittorico
Accanto alla chiesa, al centro del convento dei Frati Minimi, si estende il chiostro, considerato uno dei più belli dell’intera regione e uno dei più significativi dell’Ordine dei Minimi a livello nazionale. La struttura architettonica risale alla seconda metà del XVI secolo, periodo della fondazione del complesso, mentre la decorazione pittorica venne completata posteriormente. Il chiostro è caratterizzato da venti arcate a tutto sesto, sostenute da colonne in carparo locale, pietra estratta dal territorio grottagliese. Questa soluzione costruttiva conferisce al portico un’armonia proporzionale e una continuità visiva affascinante.
Il vero tesoro del chiostro risiede nel ciclo pittorico che decora le lunette: trentadue lunette affrescate illustrano la vita e le opere di San Francesco di Paola con narrativa serena e popolaresca. Gli affreschi furono completati nel 1723 dal pittore salentino Bernardino Greco da Copertino, il quale si ispirò fedelmente a una serie di incisioni di Alessandro Baratta pubblicate a Napoli nel 1622. Le scene rappresentano i miracoli e gli episodi salienti della vita del santo fondatore, mentre venti medaglioni affrescati tra le lunette riportano i ritratti di personaggi illustri collegati alla storia dell’ordine. Purtroppo, il passare dei secoli e l’usura del tempo hanno compromesso alcune delle lunette nella parte inferiore, riducendo gradualmente la leggibilità di alcuni personaggi rappresentati.
Dimensioni e spazi del complesso
La chiesa, nel suo assetto post-1711, misura quasi 29 metri in lunghezza, mentre la larghezza segue le proporzioni tipiche della navata unica. Il convento annesso è descritto come grandioso, con ambienti di notevole interesse storico e architettonico. All’interno del complesso conventuale sono presenti anche importanti elementi strutturali quali il refettorio dei frati, definito vasto e artistico, che fungeva da spazio comunitario per i pasti comuni secondo la regola dell’ordine monastico. Inoltre, il complesso conserva al di sotto gran parte della sua estensione un sistema di ambienti ipogei di grande interesse: grotte naturali, cisterne facenti parte di un sofisticato sistema di approvvigionamento idrico, e antichi frantoi che testimoniano l’autosufficienza economica della comunità monastica.
Il patrimonio artistico e religioso
Il complesso dei Paolotti di Grottaglie conserva un cospicuo patrimonio di arte e oggetti religiosi che gli studiosi hanno definito un vero “museo dell’arte e della religiosità minima”. All’interno delle cappelle e negli spazi conventuali si trovano opere di arte sacra che testimoniano la venerazione verso San Francesco di Paola e la ricchezza culturale accumulata nel corso dei secoli dalla comunità religiosa. La comunità dei Frati Minimi ha mantenuto la propria presenza a Grottaglie, perpetuando una tradizione spirituale che risale al XVI secolo e confermando il ruolo del complesso come centro vivo di devozione e studio religioso.
Come visitare la Chiesa di San Francesco da Paola
La chiesa si trova in Via XXV Luglio, 94 a Grottaglie. Il complesso è facilmente raggiungibile dal centro storico, situato a pochi passi, ed è accessibile da chi desideri scoprire l’architettura religiosa grottagliese. Per informazioni su orari di apertura e possibilità di visite guidate al convento e al chiostro, si consiglia di contattare il convento al numero 099 5661084. Come in tutti i luoghi di culto, è opportuno rispettare il silenzio e il decoro durante la visita, ricordando che si tratta di uno spazio dove la comunità monastica continua a vivere e celebrare la propria regola spirituale.
Un’opera di fede e bellezza nel cuore di Grottaglie
La Chiesa di San Francesco da Paola rappresenta uno straordinario esempio di come la fede e la determinazione possano trasformare uno spazio architettonico in un’opera d’arte durevole. Dalla ricostruzione barocca al ciclo pittorico del chiostro, ogni elemento racconta una storia di devozione, maestria costruttiva e continuità spirituale. Visitare questo complesso significa immergersi nella storia religiosa salentina, ammirare soluzioni architettoniche raffinate e comprendere il ruolo centrale che i frati Minimi hanno avuto nella vita spirituale di Grottaglie per quasi cinque secoli. È uno dei gioielli del patrimonio monumentale grottagliese, spesso meno noto rispetto ad altri edifici religiosi ma straordinario nella qualità costruttiva e nella coerenza stilistica.
