Lo Stadio Iacovone divide Taranto: il Taranto FC esige un tavolo tecnico urgente con il Comune

Tensione crescente tra la SS Taranto e l’amministrazione comunale sullo Stadio Iacovone. La società calcistica ha inviato una comunicazione urgente al Sindaco Piero Bitetti per richiedere l’attivazione immediata di un tavolo tecnico definitivo. La mossa rappresenta un’escalation nel confronto sulla riqualificazione dell’impianto, alla vigilia di scadenze cruciali per il progetto.

Perché l’urgenza di un tavolo tecnico?

La dichiarazione di pubblica utilità per il progetto deve concludersi entro il 10 luglio, essendo già decorsi sei mesi dal deposito della proposta. Questa è una scadenza legale perentoria: una volta superata, il progetto potrebbe perdere validità amministrativa.

Ma non è solo una questione di tempi formali. Dal 5 settembre l’impianto sarà a disposizione del club, con ingenti spese di gestione a proprio carico, mentre ogni ulteriore ritardo rischia di far perdere le preziose agevolazioni fiscali della Zes. Queste agevolazioni, legate alla Zona Economica Speciale meridionale, rappresentano un elemento economico fondamentale per la sostenibilità del progetto.

La proposta della famiglia Ladisa

Le parti sono impegnate in un dialogo serrato per trovare un’intesa sul progetto presentato dal gruppo Ladisa per la riqualificazione dell’intera area dell’impianto. Sul tavolo ci sono la condivisione della visione complessiva dell’intervento e la definizione degli aspetti economici, compreso il canone di utilizzo della struttura.

Il project financing presentato dalla famiglia Ladisa resta l’unica manifestazione d’interesse concreta presentata per la gestione del nuovo stadio Iacovone. Una situazione che potrebbe indurre pressioni sulla controparte amministrativa.

Il calendario serrato

Il board jonico ha dato disponibilità a partire da lunedì 29 giugno per superare i nodi burocratici. La palla passa ora all’amministrazione comunale, mentre i giorni per evitare conseguenze amministrative si riducono.

Lo Stadio Iacovone: una storia di rinnovamento

Lo stadio Erasmo Iacovone è lo stadio di calcio della città di Taranto, già noto come stadio Salinella, dal nome del quartiere cittadino nel quale è situato, e fu inaugurato nel 1965. Dopo sessant’anni, la struttura è al centro di un progetto di trasformazione radicale.

L’intervento prevede la ristrutturazione in occasione della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo del 2026, con demolizione e ricostruzione dell’intero primo anello degli spalti, la copertura con una struttura metallica di tutti gli spalti e la ristrutturazione di tutti gli ambienti e dei relativi impianti tecnici.

Il nuovo impianto avrà una capienza di circa 16.000 o 22.000 spettatori, con servizi e dotazioni di alto livello per una fruizione estesa oltre l’evento sportivo, organizzata come una struttura a servizio del pubblico per 365 giorni all’anno.

Il ruolo dell’amministrazione comunale

L’amministrazione ha confermato che l’interlocuzione con i Ladisa per la gestione dello stadio Iacovone è in corso e il progetto di finanza presentato dai proprietari del Taranto calcio al momento è l’unico sul tavolo. All’amministrazione non compete una scelta, a fronte di un project che poi andrà in gara si seguirà tutto ciò che la legge prevede.

Tuttavia, è in corso l’istruttoria relativa al project financing e il Comune ha chiesto al Commissario dei Giochi la data esatta di riconsegna dello stadio dopo la manifestazione, passaggio ritenuto fondamentale per consentire al Taranto calcio di utilizzare l’impianto nel prossimo campionato.

Il contesto più ampio

Lo Stadio Iacovone non è un caso isolato. Il Comune sta affrontando la gestione di numerosi impianti sportivi costruiti per i Giochi del Mediterraneo 2026, previsti per agosto-settembre. L’amministrazione ha avviato una consultazione preliminare di mercato per individuare modelli di gestione sostenibili. I bandi pubblicati seguono due percorsi differenti: da un lato le procedure semplificate previste dall’articolo 5 del Codice dello Sport, dall’altro i project financing disciplinati dall’articolo 193 del Codice degli Appalti.

Lo stadio Erasmo Iacovone rappresenta un banco di prova significativo per la capacità di Taranto di trasformare un’eredità olimpica in risorsa duratura per il territorio. Le prossime settimane diranno se il tavolo tecnico richiesto dalla società calcistica riuscirà a sbloccare questa impasse.

Lascia un commento