Elezioni comunali Taranto: parla Walter Musillo

Verso le elezioni comunali Taranto, intervista a Walter Musillo

Walter Musillo Taranto
Walter Musillo Taranto

TARANTO – Il candidato sindaco a Taranto Walter Musillo ha rilasciato una recentissima intervista a un organo di stampa locale in cui spiega per prima cosa il suo programma e poi quali sono le priorità per Taranto e i tarantini.

Parla Walter Musillo a Taranto

Si inizia subito a parlare di proposte elettorali e Walter Musillo spiega quali sono le più interessanti. «Non c’è una proposta più rilevante. Il nostro programma è costruito come se fosse un albero, composto da tanti rami, quindi è tutto importante. Partiamo dalla governance. Per noi la governance è ciò che determina l’efficacia di riuscire a realizzare o meno un programma. Governance quindi struttura comunale, quindi pianta organica del Comune e, quindi, relazione stretta tra il Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale e i dipendenti, impiegati, funzionari e dirigenti. La governance pensiamo che sia proprio la parte più importante, altrimenti senza di quella non si riesce a realizzare tutto il resto. Dopodiché partiamo, come punto principale, dalle periferie. Daremo grandissima attenzione alle periferie. Taranto è una città-arcipelago che deve connettersi, che fino ad ora non è mai stata connessa. La connessione, ovviamente, non è solo una questione relativa al trasporto, non è solo una questione fisica o geografica; noi dobbiamo riconnettere le persone dalle periferie al centro, dobbiamo dare a tutti i quartieri della città, di questa città-arcipelago, le stesse possibilità, le stesse opportunità, gli stessi servizi, quindi farla diventare finalmente una città unica, un’unica Taranto e non una Taranto divisa per quartieri come ovviamente è stato fino adesso, con opportunità diverse, servizi diversi, impostazione di città diversa». Questa la lettura della situazione.

L’azione amministrativa inoltre deve essere non solo coordinata ma anche andare a colmare i tanti vuoti presenti, infatti «Bisogna utilizzare quei vuoti fisici per strutture pubbliche; parliamo di verde pubblico, parliamo di impianti sportivi, parliamo di luoghi di aggregazione. I vuoti devono essere riempiti da servizi pubblici. Questa è l’idea che va dalle periferie fino al centro. E poi, quando parlo di servizi, io che abito, ad esempio, a Paolo VI, i miei servizi da cittadino di Taranto devo tenerli a Paolo VI, non devo per forza andare in centro. Parlo di servizi del Comune, servizi anagrafici, servizi al cittadino…».

Curare i quartieri

Tutti i quartieri devono avere le stesse possibilità «Ma non solo la questione relativa ai servizi che dà il Comune. Se abito alla Salinella, se abito a Talsano, se abito a Paolo VI, devo avere la possibilità di fare sport, devo avere la possibilità di andare a scuola, devo avere la possibilità degli eventi culturali, devo avere la possibilità di accedere ai servizi sociali, che devono essere uguali nelle periferie così come al centro».

Giochi del Mediterraneo gestiti male

Riguardo i Giochi del Mediterraneo non usa mezze misure: «Noi siamo molto delusi di come la passata amministrazione ha venduto al resto della Puglia i Giochi del Mediterraneo di Taranto. Vorrei che questa cosa fosse davvero sottolineata. La passata amministrazione ha venduto i nostri Giochi del Mediterraneo al resto della Puglia. Il Sindaco Melucci, l’ingegner Sannicandro e il presidente della Regione Emiliano hanno venduto i Giochi del Mediterraneo, perché i Giochi del Mediterraneo per una parte si svolgeranno a Taranto, il resto degli eventi saranno distribuiti tra Bari, Lecce, Francavilla Fontana, Fasano, Brindisi e via via tanti altri Comuni del resto della Puglia. Questa cosa è insopportabile per ogni tarantino».

E poi rincara la dose

«Sì, è un prezzo politico. Il centrosinistra, il Partito Democratico e la coalizione uscente hanno venduto i nostri Giochi del Mediterraneo a interessi baresi pur di essere riconfermati. Io non sto parlando di una vendita economica, sto parlando di posizionamento politico. Pur di accontentare il sistema barese abbiamo venduto i nostri Giochi del Mediterraneo».

Il passato legato al PD locale è stato oggetto di una campagna politica avversa nei confronti di Musillo che però si dice soddisfatto: «Innanzitutto, sono molto soddisfatto che questa sia l’unica cosa che la parte avversa riesce a dire su di me. Questo è motivo di orgoglio. Oramai sembra un disco rotto, dicono sempre la stessa cosa. È ovvio che non hanno argomenti, sia per la loro linea programmatica, ma non hanno neanche altri argomenti su di me. No, non mi fa effetto, anzi, mi fa un effetto positivo, significa che la nostra proposta è stata accolta in maniera forte, convinta, anche da partiti con cui magari fino a qualche anno fa non c’era una grande intesa. Questo per me è motivo di orgoglio, perché l’effetto che dovrebbe fare a me potrebbe essere lo stesso che fa, magari, a quelli di Forza Italia, eppure non hanno esitato un attimo a mettere il mio nome sul simbolo, e io di questo sono molto orgoglioso. Significa che c’è una parte di città, una parte della politica, che mette da parte la provenienza di ognuno di noi, ma in questo momento sta pensando solo a costruire un progetto di città valido, alternativo a quelli che hanno governato fino ad ora, un progetto di città che si libera dall’egemonia barese guidata dal Partito Democratico, perché l’egemonia barese ce la consegna il Partito Democratico (questo è stato uno dei motivi per cui sono uscito da quel partito) e finalmente tenta di liberarsi, tenta di dare autonomia a questa città, che ha tantissime potenzialità, ma che vengono bloccate puntualmente ogni volta da una politica baricentrica in questa Regione».

La differenza tra maggioranza politica e programmata

Inoltre dice sulla maggioranza «Questo è l’errore che facciamo ogni volta a Taranto. Giustamente lei mi chiede la maggioranza politica; io ho una maggioranza programmatica, che è la stessa maggioranza programmatica che porta Melucci alla vittoria. La stessa… diciamo lo stesso motivo che porta Melucci a vincere le elezioni cinque anni fa, una maggioranza programmatica. Quella maggioranza che, immediatamente eletto il Sindaco, ha preso quel programma e lo ha cestinato, è scomparsa subito. Lei si ricorderà che negli anni passati Melucci una maggioranza vera e propria non l’ha mai avuta. Negli anni passati Melucci faceva approvare i punti all’ordine del giorno in Consiglio Comunale sempre in seconda convocazione, quando servono 13 consiglieri anziché 17 [per garantire il numero legale, ndr]. Solo la pandemia non lo ha mandato, per assenza di maggioranza, a casa prima. Quindi la colpa e le responsabilità sono di chi ha stracciato un programma. Noi, oggi, stiamo costruendo una maggioranza programmatica, altro che politica. È di quello che ha bisogno la città, ha bisogno di una maggioranza programmatica. Fino a quando il nuovo Sindaco di Taranto, spero di esserlo io, rispetterà quel programma, avrò sempre nel corso dei cinque anni degli alleati leali che stanno lavorando per la città. È la maggioranza programmatica che salvaguarderà l’unione di questa maggioranza sì eterogenea, ma con le idee chiare».

Uno scalo a settimana per le crociere non basta

«Torniamo indietro nel tempo: i primi scali di crociere avvengono all’inizio del 2017, quando il Sindaco di Taranto si chiamava Ezio Stefàno. Quella venuta delle crociere, come sempre in tutte le città d’Italia e del mondo, è opera e frutto dell’impegno degli imprenditori portuali e dell’Autorità di Sistema Portuale, del presidente Sergio Prete. Non c’è stato un Ezio Stefàno che all’arrivo della prima nave da crociera si è preso i meriti di quell’operazione. Ora, è vero pure che una nave a settimana non basta per questo tipo di traffico, ma lo sanno tutti, lo sanno anche gli ex-amministratori, solo che fanno finta a volte, ma Taranto, grazie anche lì all’Autorità di Sistema, che sta portando a termine la stazione marittima»

Il terminal Falanto

«Ha tutte le caratteristiche nel futuro per diventare un vero terminal crociere, non come adesso che è ancora all’inizio. È un buon inizio ma è un inizio. Quando tu riesci a portare una-due navi al giorno e hai il terminal crociere così come si sta ultimando, quindi riesci a fare bene lo sbarco e l’imbarco dei passeggeri, allora grazie alle crociere crei economia. Al momento quell’economia non c’è, ma è un inizio, per carità, sono stati bravi gli operatori, è stato bravo Sergio Prete. Dovrebbe essere un po’ più brava la città, che dal punto di vista dell’accoglienza non fa bene il suo lavoro per accogliere veramente un flusso turistico. La città è molto sporca anche quando vengono i turisti, non riesce a essere organizzata sull’accoglienza, non riesce ad ottenere i vantaggi giusti che dovrebbe ottenere da un flusso turistico. Dobbiamo lavorare molto».

Il rilancio della città vecchia

«Mi sembra che l’amministrazione uscente non possa essere d’accordo su questa cosa, perché loro hanno lanciato le case a 1 €, che sono state un netto fallimento. È sotto gli occhi di tutti, insomma: in cinque anni due o tre rogiti a me sembra un grande fallimento. “Ripopolamento” lo stiamo dicendo noi, perché pensiamo che il ripopolamento sia l’unica soluzione, perché un centro storico è attrattivo quando viene ripopolato, quando è vero, quando ci sono gli abitanti dentro, quando lei sente per i vicoli del centro storico il profumo della cucina o i panni stesi o i rumori della città vecchia. Quello è un centro storico attrattivo da parte dei turisti. Io quando vado a Napoli ai quartieri io voglio vedere i napoletani lì dentro, altrimenti non so che farmene di quel centro storico. Per questo il ripopolamento. Dobbiamo riportare i tarantini, dobbiamo incentivare costi dei servizi, tasse e tributi comunali e vantaggi economici per i tarantini che decidono di andare ad abitare in città vecchia. Questo è il progetto».

I comitati di quartiere sono fondamentali

«Con comitati di quartiere, con un rappresentante dei commercianti, un rappresentante delle scuole, un rappresentante dei culti religiosi (perché non abbiamo ovviamente sono le Chiese Cattoliche), un rappresentante dei giovani. Insomma, vogliamo creare dei comitati di quartiere che siano rappresentanti del territorio e abbiano un unico interlocutore: il Sindaco di Taranto. La gente di Taranto deve poter parlare con il Sindaco, cosa che non è successa in questi cinque anni. Parlare con il Sindaco o personalmente o, se possibile, con un comitato di quartiere rappresentativo, dove portare le istanze del quartiere, dove segnalare i problemi, dove evidenziare le potenzialità del quartiere e avere una interlocuzione diretta con il Sindaco di Taranto, senza intermediari». Così termina l’intervista del candidato sindaco di Centrodestra Walter Musillo.

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