Taranto commemora Bakari Sako: lutto cittadino e impegno contro la violenza

L’accaduto in piazza Fontana

Bakari Sako, bracciante maliano di 35 anni, avrebbe perso la vita all’alba del 9 maggio nella città vecchia di Taranto mentre si recava al lavoro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 35enne sarebbe stato aggredito da un gruppo di giovani in piazza Fontana. La vittima si era fermata per prendere un caffè prima di andare a lavorare, quando avrebbe incrociato il gruppo che lo avrebbe accerchiato e aggredito. Una delle coltellate ricevute al petto e all’addome avrebbe raggiunto l’aorta, causando un’emorragia fatale.

Le indagini

Secondo gli atti dell’inchiesta, sarebbe stato un quindicenne a colpire il bracciante maliano. Il minorenne avrebbe confessato davanti al gip del Tribunale dei minorenni di aver accoltellato Sako per aiutare i suoi amici che avrebbero avuto una colluttazione con il 35enne. Complessivamente risulterebbero indagati sei soggetti per omicidio aggravato dai futili motivi: il 20enne Fabio Sale, il 22enne Cosimo Colucci e quattro minorenni. Secondo la ricostruzione, Sako sarebbe stato preso di mira senza un motivo preciso, mentre si recava al lavoro in bicicletta.

Il lutto cittadino proclamato

Il sindaco Piero Bitetti ha proclamato il lutto cittadino per venerdì 29 maggio, in memoria di Bakari Sako, con bandiere a mezz’asta e silenzio alle ore 12. L’amministrazione ha disposto l’abbassamento delle saracinesche dei negozi dalle 12 per mezz’ora. Il primo cittadino ha dichiarato che la decisione rappresenta lo sgomento della cittadinanza di fronte a un episodio ritenuto delicato e avvilente, e che si intende studiarla come occasione per organizzare il 9 maggio come giornata contro l’odio e la violenza in collaborazione con le scuole. È prevista anche l’intitolazione dello sportello comunale per l’immigrazione a Sako.

La memoria di Bakari Sako

Il bracciante originario del Mali era giunto a Taranto nel 2022 per raggiungere il fratello. Aveva lavorato come cameriere e successivamente come bracciante a Massafra. Era incensurato e manteneva la sua famiglia grazie al suo lavoro. Il Consiglio comunale ha commemorato la vittima, con sindaco, assessori e consiglieri che hanno mostrato un cartello recante la scritta “Noi Bakari Sako, Taranto dice no alla violenza”.

Le iniziative della comunità

La comunità africana e una rete di associazioni hanno promosso un presidio in piazza Fontana alle 17.30, con lo slogan “Taranto non restare in silenzio”. L’amministrazione comunale ha annunciato una serie di iniziative rivolte soprattutto ai giovani e alla popolazione.

Sviluppi dell’inchiesta

Secondo quanto riportato, sarebbe stato indagato per favoreggiamento il proprietario del bar di piazza Fontana, dove il bracciante avrebbe tentato di rifugiarsi. Il barista avrebbe dichiarato di non conoscere il 22enne fermato, contraddetto da intercettazioni in possesso degli inquirenti.

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