“Non basta salvare ex Ilva, bisogna salvare la città”: l’appello di Giustizia per Taranto a Decaro

La voce della città nel dibattito sull’ex Ilva

La vertenza dell’ex Ilva richiede una visione che vada oltre il perimetro della fabbrica per rimettere al centro i cittadini e superare decenni di criticità sanitarie. Questa la posizione contenuta nel documento inviato nei giorni scorsi da Giustizia per Taranto al governatore della Regione Puglia Antonio Decaro, in risposta alle richieste di intervento avanzate dai sindacati metalmeccanici sulla vertenza dello stabilimento siderurgico.

L’associazione Giustizia per Taranto si rivolge al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, sollecitando la creazione di un tavolo interistituzionale che ascolti finalmente la voce del territorio.

Sessant’anni di emergenza ignorata

Da oltre sessant’anni i cittadini di Taranto convivono con una situazione che è già stata, ed è tuttora, una drammatica emergenza ambientale, sanitaria e sociale, sottolinea l’associazione. Un’emergenza, prosegue il documento, certificata da sentenze, studi epidemiologici, relazioni istituzionali e perfino da pronunce della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

L’associazione comprende i timori delle famiglie dei lavoratori davanti all’incertezza occupazionale, ma sottolinea come nel dibattito pubblico manchi l’attenzione per la comunità residente. Una comunità, dunque, che da decenni rimane esclusa dalle scelte che riguardano il suo territorio e la sua salute.

Il fallimento di decenni di promesse industriali

Giustizia per Taranto mette in dubbio la sostenibilità temporale ed economica della decarbonizzazione, ovvero il complesso processo di abbandono del carbone negli impianti per abbattere l’inquinamento, definendolo un progetto “che da anni viene annunciato e continuamente rinviato perché, nei fatti, irrealizzabile”.

Anche la gestione statale della fabbrica viene criticata, poiché ritenuta incapace di invertire la rotta sul fronte dei risultati ambientali o occupazionali. Secondo l’associazione, il documento chiede di affiancare il diritto alla salute alla tutela del reddito, puntando a una radicale riconversione economica.

Il piano straordinario richiesto

La richiesta centrale è sostenere un piano straordinario per Taranto basato su bonifiche, formazione professionale e nuovi posti di lavoro indipendenti dalla produzione di acciaio.

Per questi motivi, al presidente Decaro viene chiesto di agire non solo come mediatore tra Governo e sindacati, ma come rappresentante della comunità. L’appello si chiude domandando un incontro diretto tra le istituzioni e i comitati locali che da anni si battono per la giustizia ambientale.

Una prospettiva diversa sulla questione

La politica deve cambiare prospettiva, allontanandosi dall’idea che il capoluogo jonico debba sacrificarsi per gli interessi industriali del Paese. Come rimarcano i firmatari del documento, per troppo tempo la questione è stata affrontata con il solo obiettivo di salvare l’impianto produttivo: “Il problema, Presidente, è salvare Taranto”.

La posizione di Giustizia per Taranto si inserisce in un contesto dove il Tribunale di Milano, nel febbraio scorso, ha già ordinato misure stringenti per tutelare la salute della popolazione, rendendo ancora più urgente una risposta politica che affronti il nodo della qualità della vita e della salute pubblica in città.

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