Gli investigatori della Sezione Polizia Stradale di Taranto, insieme ai colleghi del Compartimento Polstrada di Torino e delle Sezioni di Brindisi e Lecce, avrebbero dato esecuzione a sei ordinanze di custodia cautelare. L’operazione, denominata “Taurus” e coordinata dalla Procura di Brindisi, avrebbe portato al disgregamento di un’associazione a delinquere dedita al riciclaggio di veicoli sottratti ai legittimi proprietari. Due persone sarebbero state arrestate, due sottoposte agli arresti domiciliari e altre due destinatarie dell’obbligo di presentazione agli uffici della polizia giudiziaria.
Il meccanismo ricostruito
Secondo l’ipotesi investigativa, auto rubate tra Taranto, Bari e Lecce venivano “clonate” attraverso la sostituzione di targhe, numeri di telaio e documenti, per essere rimesse nel mercato dell’usato, anche tramite annunci online, in Puglia e a Torino. In altri casi le vetture sarebbero state smontate pezzo per pezzo per rivendere sportelli, cristalli, motori e altri componenti.
Gli indagati sono ritenuti presunti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e alla ricettazione di numerose autovetture di alta gamma commerciale, attraverso procedure di clonazione, assemblaggio di parti rubate, cancellazione e alterazione dei dati identificativi di veicoli e persone. Le auto rubate avrebbero been reimmatricolate utilizzando documenti falsi e intestate a prestanome vicini all’organizzazione, così da ripulire la cronologia del veicolo e renderlo apparentemente “lecito” per la vendita successiva.
La base operativa
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il quartier generale dell’attività illecita sarebbe stato a Latiano, nel Brindisino. Il gruppo avrebbe messo in piedi una vera e propria associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di veicoli di provenienza furtiva, al falso in atto pubblico e alla truffa ai danni di ignari acquirenti.
In carcere sarebbero finiti Dario Nardelli, 44 anni, e Santo Ingrosso, 54 anni, entrambi di Latiano. Agli arresti domiciliari sarebbero stati posti Cristian Ciciriello, 30 anni di Brindisi, e Pierluigi Calignano, 35 anni di Nardò. Obbligo di firma, invece, per un 35enne e un 32enne, entrambi di Torino.
I sequestri
Sarebbero state sequestrate 27 autovetture di alto valore commerciale, per un illecito profitto stimato in circa 1 milione di euro. Le auto oggetto dell’inchiesta includerebbero Nissan Qashqai rubate a Copertino, Taranto, Monteroni e Lecce, ma anche Alfa Romeo Stelvio, Jeep Renegade e Compass, Fiat 500 Abarth, Fiat 500X, Fiat Panda e Alfa Romeo Giulietta.
I capi di imputazione
Ventidue autovetture rubate e riciclate risultano nei 77 capi di imputazione dell’ordinanza di custodia cautelare della giudice per le indagini preliminari Vilma Gilli. Agenzie di pratiche automobilistiche, Motorizzazione civile e Pra risulterebbero parti offese, in quanto ignare della falsa documentazione utilizzata.
Tra i casi documentati figurerebbero quelli di un’Alfa Romeo Stelvio rubata a maggio 2023 a Lecce e di una Nissan Qashqai rubata a dicembre 2023 a Taranto, in cui il telaio sarebbe stato ripunzonato e apposte nuove targhe.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo avrebbe operato in maniera stabile e organizzata almeno dalla fine del 2022, avvalendosi di una rete di persone incaricate di reperire i veicoli rubati, predisporre targhe e documenti contraffatti, individuare agenzie di pratiche automobilistiche presso cui effettuare i passaggi di proprietà e curare le trattative di vendita attraverso piattaforme online.
Per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
