Un mondo sotterraneo che racconta mille anni di storia
La Gravina della Madonna della Scala è una delle testimonianze più straordinarie della civiltà rupestre pugliese. Antropizzata fin dal Neolitico, questa formazione carsica ospita al suo interno un intero villaggio medievale scavato nella roccia, con oltre duecento nuclei abitativi distribuiti su più livelli, collegati da scale e cenge aeree. Non si tratta di semplici grotte, ma di un vero e proprio insediamento organizzato, dove la vita quotidiana si svolgeva completamente integrata nella pietra.
Le origini del popolamento della gravina risalgono a tempi antichissimi, ma le tracce più concrete della civiltà rupestre riguardano soprattutto il periodo tardoantico e medievale. Durante l’VIII secolo, in particolare, la gravina divenne rifugio per comunità di monaci e anacoreti che fuggivano dalle persecuzioni iconoclastiche di Bisanzio. Un tesoretto di monete vandaliche del V secolo, rinvenuto nel villaggio della Madonna della Scala, attesta l’insediamento ancora più antico di popolazioni provenienti dall’Africa del Nord, che secondo la tradizione locale sarebbero i fondatori del nome stesso di Massafra (dalla parola latina “massa afrorum”).
Durante il Medioevo, l’insediamento raggiunse il suo massimo sviluppo, con abitazioni articolate in più vani destinati a camera da letto, soggiorno e cucina. Accanto agli spazi domestici si sviluppò una complessa organizzazione sociale: grotte destinate agli animali domestici (stalle, pollai, conigliere, ovili e alveari), laboratori artigiani per la vinificazione, la spremitura delle olive e la panificazione, spazi per funzioni religiose. L’espansione urbanistica avvenne dal basso verso l’alto, con i diversi livelli sovrapposti di abitazioni che creavano una vera e propria città verticale nella roccia.
Le abitazioni e gli spazi del villaggio rupestre
Percorrendo la gravina, il visitatore può osservare le tracce concrete della vita quotidiana medievale. Le abitazioni rupestri mostrano ancora la posizione del fuoco posizionato vicino all’ingresso, le nicchie sulle pareti destinate a contenere oggetti e a fornire illuminazione, i pozzetti per lo stivaggio dei cereali e dei legumi. Accanto alle pareti si scorgono canali ricavati nella roccia per la raccolta dell’acqua piovana, fondamentale in un ambiente sotterraneo.
Le stanze di maggiore impatto visivo sono quelle rivestite da una fitta rete di nicchiette uniformi scavate nelle pareti. Queste strutture hanno dato origine a diverse interpretazioni nel corso degli anni: alcuni vi riconoscono una tradizionale colombaia per l’allevamento dei piccioni, altri una sorta di scaffalatura per un magazzino. La più affascinante interpretazione le identifica come la “Farmacia del Mago Greguro”, una leggenda locale che narra di un mago e di sua figlia Margheritella che preparavano pozioni e rimedi utilizzando le erbe medicinali raccolte in gravina.
Il villaggio include anche strutture di carattere pubblico e cerimoniale. L’ampio sgrottamento che si apre alla base della parete della gravina, noto come la “grotta del Ciclope”, rappresenta uno spazio di grandi dimensioni che potrebbe essere interpretato come un’agorà e luogo di riunione della comunità. La presenza di una fornace al suo interno suggerisce anche funzioni artigiane e commerciali, confermando il ruolo multifunzionale di questi spazi nell’economia medievale.
Il santuario barocco e la leggenda della Madonna della Cerva
Al fondo della gravina, dopo una discesa di 125 gradini, sorge il Santuario della Madonna della Scala, uno dei monumenti più suggestivi di Massafra. La chiesa è stata riedificata nel 1731 su precedenti laure basiliane, mantenendo l’impostazione stilistica barocca che la contraddistingue. La struttura, con la sua candida facciata che contrasta col verde della vegetazione circostante e il colore scuro delle pareti rocciose, crea un’immagine quasi surreale, come se un’opera d’arte rinascimentale fosse stata sospesa nel vuoto di una profonda fenditura terrestre.
L’interno del santuario custodisce un affresco affascinante: la Madonna col Bambino tra due cerve, noto come “Madonna della Cerva”. Quest’immagine è strettamente legata alla leggenda della fondazione del luogo di culto. Secondo la tradizione, due cerve braccate si inginocchiarono davanti a un masso, rivelando l’affresco nascosto della Madonna che era stato occultato a causa di un terremoto e che si riteneva perduto. L’evento venne interpretato come un miracolo, e da allora la Madonna fu proclamata patrona della città di Massafra, titolo ufficiale riconosciuto dalla Chiesa cattolica nel 1776.
Accanto al santuario principale sorge la cripta della Buona Nuova, una chiesa rupestre di grande rilevanza storica e artistica. Al suo interno si conservano affreschi di pregevole fattura: il dipinto della Madonna della Buona Nuova, un monumentale Pantocratore e una bellissima raffigurazione di Santa Caterina. Questi affreschi rappresentano testimonianze della tradizione pittorica bizantina e medievale che ha caratterizzato la civiltà rupestre pugliese.
Come visitare la gravina: orari, costi e informazioni pratiche
La visita della Gravina della Madonna della Scala è possibile esclusivamente con guide turistiche autorizzate. La cooperativa Nuova Hellas gestisce gli itinerari e le visite guidate alle gravine e alle chiese affrescate di Massafra, e offre anche un sito di servizio dedicato (massafraturismo.it) dove è possibile prenotare le escursioni.
L’accesso al santuario avviene tramite una scalinata monumentale di 125 gradini che scende dal piazzale superiore. Per chi ha difficoltà motorie, è disponibile anche un ascensore che permette di accedere direttamente al santuario senza affrontare tutta la salita. La discesa nel villaggio rupestre richiede però una certa preparazione fisica, poiché il percorso comporta ulteriori spostamenti su scale scavate nella roccia, alcuni passaggi stretti e, in alcuni punti, la necessità di “strisciar”, cioè di passare attraverso pertugi di collegamento tra le cavità. Si consiglia di indossare scarpe da trekking con buona aderenza.
Il percorso complessivo si snoda lungo circa 4 chilometri. Per le visite è opportuno contattare l’Ufficio Turistico e Info Point di Piazza Giuseppe Garibaldi a Massafra (tel. 099 880 4695). Le guide locali forniscono informazioni dettagliate sulla storia, sulle leggende legate ai diversi spazi e sulle tecniche costruttive impiegate dagli antichi abitanti. Molte visite includono anche il trekking nei sentieri naturalistici della gravina, dove è possibile osservare la ricca vegetazione mediterranea che caratterizza la zona.
Il paesaggio naturale: la “Valle delle Rose”
La bellezza della Gravina della Madonna della Scala non risiede solo nei beni culturali, ma anche nel suo valore naturalistico. L’ambiente è caratterizzato da una vegetazione spontanea rigogliosa, tipica del paesaggio mediterraneo. L’aria è ricca di aromi provenienti dalle piante officinali e dai fiori che crescono sulle pareti rocciose: per questo motivo, la gravina è comunemente chiamata anche “Valle delle Rose”.
La gravina è profonda circa 40 metri e si estende per una larghezza che varia dai 30 ai 50 metri. A causa della particolare morfologia e dell’esposizione, il microclima locale favorisce la crescita di specie vegetali rare e crea un ecosistema unico nel suo genere. Il letto dell’antico fiume, ormai prosciugato, è coperto da una fitta vegetazione che contribuisce a creare un’atmosfera di incantesimo naturale. La visita è consigliata nel tardo pomeriggio, quando la luce del sole che cala trasforma la roccia in tonalità dorate, creando un’atmosfera quasi magica.
Come arrivare e dove situarsi nella città
Massafra si trova nella provincia di Taranto, a metà strada tra il capoluogo ionico e Matera. La città è facilmente raggiungibile in automobile dalle principali strade statali. Una volta giunti a Massafra, il punto di partenza ideale per la visita alla Gravina della Madonna della Scala è il piazzale panoramico situato nella parte alta della città, dal quale si gode la vista più spettacolare del santuario e della gravina. Da questo punto inizia la celebre scalinata di 125 gradini che conduce al santuario.
Per chi desidera approfondire ulteriormente la conoscenza della civiltà rupestre massafrese, è possibile visitare anche la Gravina di San Marco, che racchiude il villaggio medioevale di Santa Marina con la sua chiesa rupestre omonima. Complessivamente, il territorio di Massafra è punteggiato da oltre trenta chiese rupestri di notevole interesse artistico e architettonico, molte delle quali conservano affreschi e iscrizioni di grande valore storico.
Consigli per la visita
Prima di intraprendere la visita è opportuno verificare le condizioni meteorologiche, poiché il fondo della gravina può diventare scivoloso dopo le piogge. Si sconsiglia la visita a chi soffre di vertigini, considerata l’esposizione alle altezze e la natura del percorso. È fondamentale indossare abbigliamento comodo, scarpe da trekking con buona aderenza e portare con sé acqua in quantità sufficiente, poiché non vi sono punti di rifornimento all’interno della gravina.
La visita guidata offre un’esperienza immersiva che consente di comprendere appieno la complessità della civiltà rupestre e l’ingegnosità degli antichi abitanti nel sfruttare l’ambiente naturale. La combinazione tra il villaggio medievale, il santuario barocco e la bellezza paesaggistica della gravina rende questa meta una delle esperienze più suggestive e affascinanti del paesaggio culturale pugliese.
