Militare grottagliese riconosciuto vittima del dovere: la sentenza della Corte d’Appello dopo 11 anni dalla missione in Kosovo

La Corte d’Appello di Lecce, Sezione Lavoro, ha riconosciuto lo status di vittima del dovere in favore di un militare originario di Grottaglie, deceduto nel 2015 all’età di soli 38 anni a seguito di una grave patologia ematologica insorta dopo il servizio prestato in Kosovo. Una sentenza pronunciata negli ultimi giorni che segna un importante riconoscimento del sacrificio di chi ha servito lo Stato in condizioni straordinarie di pericolo.

La sentenza che ribalta il primo grado

I giudici avrebbero ribaltato la decisione del Tribunale di Taranto, che in primo grado aveva respinto la richiesta dei familiari di accesso ai benefici previsti dalla normativa. Con la nuova sentenza della Corte d’Appello, il diritto dei parenti alle provvidenze economiche sarebbe stato riconosciuto integralmente. Un esito che avrebbe coronato un lungo e complesso percorso giudiziario intrapreso dai genitori per ottenere il riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa in favore delle vittime del dovere.

Il servizio nel prestigioso reggimento paracadutisti

Il militare avrebbe prestato servizio nel nono Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”, prima di transitare nei ruoli della Polizia di Stato. Il “Col Moschin” è considerato uno dei reparti d’élite delle Forze Armate italiane, e la perdita di un suo componente ha profondamente segnato la comunità grottagliese.

L’esposizione a uranio impoverito e nanoparticelle

Nel corso della missione internazionale in Kosovo, avrebbe operato in un contesto caratterizzato dal rischio di esposizione a uranio impoverito e nanoparticelle. Questi elementi sono stati centrali nella ricostruzione giuridica della causa. I giudici avrebbero ritenuto che il contesto operativo avrebbe avuto un ruolo concausale nell’insorgenza della patologia che ha portato al decesso, riconoscendo così il legame tra servizio e malattia.

La guerra in Kosovo è stata legata alla cosiddetta Sindrome dei Balcani, una serie di gravi malattie che avrebbero colpito i militari impegnati nelle missioni nella regione. L’uranio impoverito, utilizzato per la prima volta in operazioni belliche, potrebbe provocare l’inalazione e l’assorbimento di nanoparticelle di metalli pesanti prodotte per combustione ad altissima temperatura.

Il principio della concausalità nelle patologie multifattoriali

La pronuncia riveste particolare rilievo poiché confermerebbe che, nelle patologie multifattoriali, il nesso con il servizio può essere riconosciuto anche sotto il profilo concausale, quando emergano elementi significativi quali l’esposizione a scenari operativi contaminati, la giovane età del militare, l’assenza di fattori predisponenti e le peculiarità del teatro di missione. Questo principio estende la protezione a molti altri militari che hanno affrontato missioni simili.

I benefici riconosciuti ai familiari

Il riconoscimento di vittima del dovere comporta l’accesso a benefici previdenziali e risarcitori per i familiari dell’ex militare. Lo speciale assegno vitalizio e l’assegno vitalizio mensile sarebbero erogati a coloro riconosciuti con un grado di invalidità non inferiore al 25%.

Un precedente che riguarda altri militari

Il riconoscimento del militare tarantino non sarebbe un caso isolato. Il Tribunale di Roma avrebbe condannato il ministero della Difesa a risarcire, con 600mila euro, la famiglia del militare casertano Leopoldo Di Vico, deceduto nel marzo 2015 per patologia correlata a esposizione in Albania e Kosovo. Casi simili sottolineano come la questione dell’esposizione a sostanze contaminanti in teatro di operazione rimanga una priorità per la giustizia italiana.

La sentenza della Corte d’Appello di Lecce rappresenta un segnale significativo per tutti i militari italiani che hanno prestato servizio nelle missioni internazionali e per i loro familiari, spesso costretti ad affrontare lunghi percorsi amministrativi e giudiziari per ottenere il riconoscimento dei diritti fondati sul servizio reso allo Stato.

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