Una giornata significativa per l’industria tarantina dell’energia pulita. Presso lo stabilimento Vestas di Taranto è stato inaugurato l’ampliamento dedicato alla produzione delle pale offshore V236 da 15 megawatt, tra le più grandi al mondo con i loro 116 metri di lunghezza. L’investimento supererebbe i 350 milioni di euro e avrebbe consentito una crescita occupazionale del sito, che oggi conterebbe circa 2.500 lavoratori qualificati.
Alla cerimonia avrebbe partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, accolto dall’amministratore delegato di Vestas, Henrik Andersen.
Il nuovo impianto BLA5
In questa occasione, il Ministro Urso e Henrik Andersen avrebbero inaugurato BLA5, un nuovo impianto di finitura dedicato alle fasi finali di produzione delle pale offshore per la turbina V236 da 15,0 MW. L’ampliamento consentirebbe di rafforzare la produzione di componenti destinati agli impianti offshore, segmento in crescita nel mercato delle energie pulite.
Nel 2022 il gruppo avrebbe annunciato a Taranto la produzione in serie della pala offshore da 15 megawatt, con la prima unità uscita dalla fabbrica nel 2024. Le pale sarebbero passate dai 13 metri del 1998 agli attuali 116 metri, con una capacità produttiva fino a 70 volte superiore.
Prospettive occupazionali
La produzione di pale eoliche porterebbe a circa 1.300 nuovi posti di lavoro diretti. Nel corso di due anni la forza lavoro sarebbe aumentata di circa 1.500 unità per un totale di 2.500 addetti. L’ampliamento dello stabilimento viene considerato un’occasione per creare opportunità qualificate, soprattutto per i giovani e per le imprese locali coinvolte nella filiera. Le prospettive occupazionali riguarderebbero principalmente profili operativi e tecnici specializzati nel settore della produzione eolica.
Taranto come hub globale per l’eolico offshore
Taranto rappresenterebbe il più grande investimento industriale di Vestas al mondo e sarebbe diventato il suo hub globale per la produzione delle pale offshore. Dal 1998, quando Vestas ha iniziato a produrre componenti eolici a Taranto, il gruppo continuerebbe a investire, creando occupazione e sviluppando tecnologie pulite. Il ruolo di Taranto sarebbe stato definito come quello del principale hub mondiale del gruppo per la produzione delle pale offshore.
Il contesto strategico nazionale
L’ampliamento dello stabilimento verrebbe indicato come un investimento strategico per il territorio jonico e per il sistema industriale nazionale. L’inaugurazione del nuovo edificio produttivo, alla presenza del ministro Urso, confermerebbe l’attenzione del Governo verso un comparto considerato centrale per la transizione energetica e per il rilancio produttivo di Taranto. Secondo quanto riportato, l’intenzione sarebbe quella di realizzare a Taranto un hub nazionale per lo sviluppo dell’eolico galleggiante, con l’utilizzo dei fondi del Pnrr, il supporto di Invitalia e la strumentazione della ZES.
Un segnale di trasformazione industriale
Taranto, segnata per anni da produzioni ad alto impatto ambientale, potrebbe costruire una nuova fase industriale fondata su tecnologie più pulite e su una maggiore attenzione alla qualità della vita. La scelta di continuare a investire su Taranto potrebbe confermare le potenzialità della città: porto, posizione nel Mediterraneo, competenze tecniche e tradizione manifatturiera potrebbero rappresentare elementi in grado di attrarre nuovi investimenti internazionali. L’obiettivo sarebbe rendere Taranto un hub nazionale per energia, logistica e industria avanzata.
Opportunità di lavoro
Con l’ampliamento dello stabilimento, Vestas sarebbe in fase di reclutamento di personale qualificato. Le posizioni riguarderebbero principalmente tecnici manutentori, ingegneri, operai specializzati nella produzione e supervisori di processo. Per le informazioni sulle selezioni in corso a Taranto si consiglia di consultare periodicamente il sito ufficiale di Vestas e le pagine delle agenzie di selezione partner della multinazionale.
