Si è concluso con una festa finale ricca di entusiasmo il percorso didattico “Scuola in Fattoria” che ha accompagnato gli studenti castellanetani durante l’intero anno scolastico. Il presidente della CIA Due Mari, Giannicola D’Amico, ha sottolineato come guidare per un intero anno scolastico oltre 200 famiglie alla riscoperta dei prodotti a chilometro zero e dei processi di trasformazione non sia stato semplice. La manifestazione conclusiva si è svolta presso il piazzale dell’istituto alberghiero “Mauro Perrone” di Castellaneta, trasformandosi in una vera celebrazione della cultura agroalimentare locale.
Un progetto che dura da vent’anni
Il progetto viene proposto nelle scuole da circa 20 anni e continua ad essere portato avanti con convinzione. “Scuola in Fattoria” è ideato e promosso ogni anno dall’area Due Mari Taranto-Brindisi di Cia Agricoltori Italiani di Puglia con il patrocinio di Regione Puglia e Comune di Castellaneta: dai banchi di scuola alle aziende agricole e di trasformazione per permettere ai giovani studenti del territorio di conoscere tutte le fasi della filiera, dal produttore al consumatore.
Le tappe del percorso didattico
Durante l’anno scolastico, gli alunni hanno visitato diverse realtà produttive del territorio. Circa 100 alunni delle classi quarte della scuola primaria hanno visitato l’azienda micologica “Funghitalia” del gruppo De Biasi per osservare da vicino le diverse fasi del ciclo produttivo, dalla crescita alla raccolta dei funghi. Per scoprire la filiera del latte, alunni della scuola dell’infanzia “Collodi” hanno fatto tappa nell’azienda agricola Masseria Prichicca e nel Caseificio Arcano di Castellaneta, visitando le stalle e scoprendo come avviene la mungitura.
Non sono mancate le esperienze laboratoriali pratiche. Circa 20 scolari della scuola dell’infanzia e 50 bambini delle terze classi della scuola primaria hanno scoperto le cucine e i laboratori dell’istituto d’istruzione superiore alberghiero “Mauro Perrone” di Castellaneta, dove hanno imparato direttamente dai professionisti della ristorazione come trasformare le materie prime in piatti tradizionali.
Focus sull’educazione alimentare e la dieta mediterranea
L’educazione alimentare non solo sostiene l’agricoltura e le aziende locali, ma fa bene alla salute, come sottolineato dall’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli. L’obiettivo del progetto è educare le nuove generazioni a scegliere consapevolmente prodotti genuini e a comprendere che ogni alimento richiede dedizione e lavoro.
Aziende e partner coinvolti
Per la riuscita della festa finale, hanno collaborato Regione Puglia e Comune di Castellaneta, gli istituti scolastici Pascoli-Giovinazzi-Surico e Mauro Perrone, le aziende Masserie Amodio, Arcano, Di Cristo, Funghitalia, Macelleria Pascoli Verdi e Addabbo, oltre ai partner ViViCastellaneta, Leonardo Scarpetta ed Emergenza Castellaneta.
La festa conclusiva: celebrazione in piazza
La festa finale si è svolta con una mini-rappresentazione aperta a tutta la cittadinanza sul tema della catena alimentare nel piazzale dell’istituto alberghiero “Mauro Perrone”. Il sindaco di Castellaneta, Gianni Di Pippa, e il dirigente scolastico professor Fabio Grimaldi hanno ringraziato gli organizzatori e tributato riconoscimento ai giovani protagonisti. Sono seguiti una degustazione con focaccia pugliese, mozzarelle preparate al momento, orecchiette con funghi e salsiccia, pettole fritte in olio extravergine d’oliva e frutta di stagione.
Perché è importante per il territorio tarantino
Per una provincia come quella di Taranto, dove l’agricoltura rappresenta una risorsa significativa, progetti come “Scuola in Fattoria” svolgono un ruolo cruciale nel trasmettere alle nuove generazioni il valore della filiera locale. L’educazione dei più piccoli al rispetto dell’ambiente e del territorio, oltre a far scegliere la genuinità dei prodotti locali, rimane un impegno che continuerà ad essere proposto anche il prossimo anno. Questo tipo di iniziativa contribuisce a rafforzare il legame tra comunità scolastica e realtà produttive, mantenendo viva la consapevolezza del valore del “km zero” e della tradizione agroalimentare pugliese.
Foto: Archeolucia — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)
