Aggressione nel carcere di Taranto: agente ferito. Il sindacato segnala criticità sulla sicurezza

Un agente della polizia penitenziaria sarebbe stato aggredito questa mattina nel carcere di Taranto da un detenuto sottoposto al regime del 41-bis, colpito con un pugno al volto durante la notifica di un provvedimento disciplinare. Il poliziotto avrebbe ricevuto cure al pronto soccorso del nosocomio cittadino, dove gli sarebbero stati riscontrati alcuni giorni di prognosi.

La dinamica dell’episodio

L’episodio si sarebbe verificato durante la notifica di un provvedimento disciplinare emesso dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, relativo a comportamenti violenti e al possesso di un telefono cellulare all’interno della struttura. Nel corso dell’intervento, il detenuto avrebbe improvvisamente colpito l’agente con un pugno al volto, facendolo cadere a terra.

Una serie di episodi precedenti

L’aggressione odierna rappresenterebbe l’ennesimo episodio di violenza all’interno della struttura tarantina. A febbraio, secondo quanto ricostruito, un detenuto di 33 anni avrebbe aggredito con un pugno al volto un assistente capo della polizia penitenziaria, costringendolo alle cure ospedaliere. Ad aprile, durante la perquisizione di un pacco ricevuto dai familiari, un detenuto con problemi psichiatrici si sarebbe scagliato contro il poliziotto addetto al controllo, spinto violentemente contro un muro, riportando una frattura a una costola con una prognosi di trenta giorni. A marzo, un agente avrebbe ricevuto una brutale aggressione con un bastone da parte di un detenuto, riportando una doppia frattura al volto.

L’allarme dei sindacati: sovraffollamento e carenze strutturali

Il sindacato di categoria segnala un quadro complessivo di crescente criticità negli istituti penitenziari pugliesi. In Puglia si conterebbero oltre 4.500 detenuti a fronte di circa 2.600 posti disponibili, con un tasso che sfiorebbe il 180%. Nel carcere di Taranto si parla di oltre 800 presenze per circa 350 posti regolamentari.

Secondo le segnalazioni sindacali, il carcere di Taranto si troverebbe tra gli istituti più affollati del Paese, con circa 820 detenuti per meno di 350 posti, e una carenza di organico stimata in almeno 150 unità.

La questione dei detenuti con patologie psichiatriche

Secondo i sindacati, sarebbe presente una numerosa presenza di detenuti con problemi psichiatrici che dovrebbero essere seguiti in strutture adeguate. La chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e la cronica carenza di posti nelle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) avrebbero trasformato i reparti detentivi in veri e propri bacini di raccolta per soggetti difficili da gestire.

Le richieste del sindacato

Al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria il sindacato chiede di decongestionare le carceri pugliesi e di assegnare nuovo personale per ristabilire legalità e sicurezza. Tra le richieste figurerebbero il trasferimento di almeno mille detenuti per ridurre l’affollamento e l’invio di circa 400 nuovi agenti in uscita dalle scuole di formazione.

Una situazione critica

Secondo le segnalazioni, in alcune celle pensate per tre persone si arriverebbe a sistemare un quinto letto. La convivenza diventerebbe più difficile e aumenterebbero i rischi sia per chi lavora che per chi è detenuto.

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