Prometheus: il progetto europeo che trasforma Taranto in laboratorio di sostenibilità ambientale e innovazione digitale

Taranto è stata selezionata come protagonista del progetto Prometheus, uno dei finanziamenti europei più rilevanti approvati nell’ultimo bando del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg VI-A Grecia-Italia 2021-2027. L’iniziativa prenderà il via a settembre 2026 e avrà una durata di 24 mesi, con un budget complessivo di oltre 1,4 milioni di euro, di cui più di un milione finanziati dall’Unione Europea. Tra i partner coinvolti, il Comune di Taranto riceverà la quota più significativa tra quelli non capofila, pari a 500mila euro.

Il ruolo centrale di Urbanhia e dei siti pilota

La peculiarità di Prometheus per Taranto risiede nel duplice ruolo della città: operativo e infrastrutturale. La città metterà a disposizione del partenariato la piattaforma digitale URBANHIA, sviluppata nell’ambito del progetto CALLIOPE e ulteriormente potenziata grazie all’iniziativa BeatTheHeat. La piattaforma, riconosciuta come Living Lab dalla rete europea ENoLL e supportata da oltre trenta partner, rappresenta uno degli strumenti tecnologici più avanzati realizzati negli ultimi anni sul territorio.

La piattaforma digitale non è uno strumento astratto, ma un sistema concreto di sensori e analisi dati già operativo in città. Il funzionamento di Urbanhia si fonda su una rete di oltre 45 sensori distribuiti in città, capaci di rilevare in tempo reale gli inquinanti principali (PM10, PM2.5, ozono, monossido e biossido di azoto), oltre a parametri climatici e indicatori di biodiversità. Questo ecosistema tecnologico permetterà a Prometheus di testare metodologie innovative nel monitoraggio ambientale in un contesto reale.

Mar Piccolo e San Vito: i laboratori della sperimentazione

Il capoluogo ionico ospiterà i principali siti pilota italiani del progetto nelle aree del Mar Piccolo e di San Vito, contribuendo anche attraverso strutture specializzate come il centro COHRE, dedicato al calcolo ad alte prestazioni.

La scelta delle due aree rappresenta una risposta diretta alle criticità ambientali storiche di Taranto. Il Mar Piccolo, in particolare, è da anni oggetto di piani di bonifica e rigenerazione ecologica. Prometheus potrà utilizzare queste aree come contesti di sperimentazione per nuove metodologie di monitoraggio e gestione sostenibile, integrando i dati raccolti dalla rete sensoriale urbana con specifici studi sulla qualità delle acque e dei sedimenti.

Un riconoscimento del ruolo strategico di Taranto nell’innovazione europea

L’approvazione di PROMETHEUS conferma il ruolo sempre più strategico di Taranto nei programmi europei dedicati all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità ambientale e alla gestione intelligente del territorio.

Per la città ionica, il progetto rappresenta una continuità con gli investimenti già realizzati negli ultimi anni nel campo della ricerca applicata e dell’innovazione digitale. Grazie a dati scientificamente validati e a un approccio evidence-based, Taranto può trasformare il proprio passato di criticità ambientali in un futuro di buone pratiche replicabili. L’integrazione dei dati sanitari e ambientali ha già prodotto risultati tangibili, come la riduzione degli accessi ospedalieri durante le campagne di prevenzione contro le isole di calore.

Cosa attendersi nei prossimi mesi

Il progetto avrà inizio nel prossimo settembre e durerà due anni. Durante questo periodo, i partner europei utilizzeranno Taranto come caso pilota per testare soluzioni innovative nel monitoraggio ambientale intelligente. I cittadini e le istituzioni locali potranno osservare concretamente come le tecnologie digitali e i dati scientifici possono contribuire a una gestione più efficace delle risorse ambientali e della qualità della vita urbana.

L’approvazione di Prometheus si inserisce in una strategia più ampia che ha visto Taranto ricevere negli ultimi anni decine di milioni di euro in finanziamenti europei e nazionali per progetti legati alla sostenibilità, alla bonifica ambientale e all’innovazione digitale, consolidando la posizione della città come laboratorio dove testare le soluzioni del futuro per la qualità ambientale e urbana.

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