Gabriele Russo, di Taranto, in vacanza nella Repubblica Dominicana con un gruppo di amici, racconta quanto sarebbe accaduto nell’incendio che avrebbe causato la morte di una 46enne di origini casertane, madre di due bambine, che aveva vissuto per diversi anni a Santo Domingo per poi tornare a Caserta dove aveva aperto un bed and breakfast.
Un incendio senza allarmi
Secondo la ricostruzione, l’incendio sarebbe scoppiato intorno alle 10.45. Non risulterebbe scattato alcun allarme. Russo e gli altri ospiti si sarebbero aiutati tra di loro, bussando alle porte dei vari bungalow per avvertire gli altri e farli uscire. Non ci sarebbe stato un vero e proprio piano di evacuazione e nessuno riuscirebbe a capire in quel momento dove dovesse andare per mettersi in salvo.
Secondo il racconto di Russo, il rogo sarebbe scoppiato nell’area che ospita la mensa, che avrebbe solo due vie di fuga. Il vento avrebbe fatto in modo che anche gli altri bungalow, avendo il tetto in paglia, si incendiassero, provocando una reazione a catena.
L’evacuazione e le perdite
L’incendio avrebbe devastato le aree comuni del resort Viva Dominicus Beach, dove centinaia di ospiti sarebbero stati costretti a evacuare le stanze. Risulterebbero circa 1.700 i turisti evacuati dall’area di Bayahibe dopo il maxi incendio che avrebbe distrutto il resort.
Russo avrebbe avuto la fortuna di aver preparato le valigie il giorno prima, così riuscendo a portarle in spiaggia, mentre altri turisti, meno fortunati, avrebbero perso tutto: bagagli e documenti.
La vittima e l’intervento italiano
L’incendio avrebbe causato la morte di una 46enne di origini casertane, identificata come Francesca Valentino, che si sarebbe rifugiata in spiaggia insieme agli altri turisti ma sarebbe stata investita da un’ondata di fumo. Avrebbe perso i sensi dopo aver inalato monossido di carbonio e sarebbe morta poco dopo per una crisi respiratoria.
Alpitour avrebbe segnalato la presenza di 285 connazionali nel resort. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani avrebbe seguito l’intervento, con funzionari dell’ambasciata presenti sul luogo. Un primo volo di rientro era previsto per Verona con 130 connazionali a bordo, mentre un secondo volo era previsto il giorno successivo con altri 80 cittadini.
Le cause dell’incendio
Le cause dell’incendio non sarebbero ancora state individuate, ma secondo i primi accertamenti le fiamme sarebbero state alimentate dal forte vento e si sarebbero diffuse rapidamente tra i tetti di paglia della struttura.
