Federmanager a Taranto: «Ex Ilva asset strategico irrinunciabile per l’Italia»

Il presidente Valter Quercioli ha sottolineato come la scelta di riunire il consiglio nazionale nello stabilimento di Acciaierie d’Italia significherebbe «ribadire che il futuro di AdI riguarda l’intero sistema industriale nazionale».

Lo stabilimento tarantino ha ospitato il consiglio nazionale di Federmanager, guidato dal presidente Valter Quercioli, dal direttore generale Mario Cardoni e dal vice presidente Gherardo Zei. La scelta della sede confermerebbe la centralità del sito per la siderurgia e la manifattura italiana. Lo stabilimento rappresenterebbe un asset strategico unico per capacità produttiva, competenze industriali e valore economico.

Secondo Federmanager, l’ex Ilva rappresenterebbe una realtà irrinunciabile per il territorio e per l’Italia. Il sito tarantino, descritto come la più grande acciaieria a ciclo integrale d’Europa, non costituirebbe soltanto un polo produttivo, ma un deposito di competenze e capacità tecniche accumulate nel corso di decenni.

Nel corso della visita, i consiglieri avrebbero incontrato i vertici aziendali e oltre cento dirigenti e quadri. Il commissario straordinario di AdI, Giancarlo Quaranta, avrebbe dichiarato come il rilancio della fabbrica passerebbe attraverso il riconoscimento del ruolo della dirigenza, sottolineando che competenze, responsabilità e visione sarebbero elementi essenziali.

L’appuntamento seguirebbe una precedente visita del 9 ottobre, ribadendo la necessità di coniugare competitività, innovazione e capitale umano. Federmanager parteciperebbe inoltre al confronto istituzionale sul futuro della siderurgia italiana.

Nel dibattito sulla trasformazione dello stabilimento emergerebbero con forza i temi della decarbonizzazione e della sostenibilità. Uno studio avviato nel 2021 indicherebbe la via per una produzione sostenibile attraverso una transizione verso l’acciaio interamente elettrico, in grado di ridurre drasticamente gli inquinanti e di dimezzare le emissioni di CO2.

Federmanager riconoscerebbe inoltre la necessità di gestire questa transizione industriale con responsabilità verso le comunità locali, considerando le sfide occupazionali, ambientali e sociali che caratterizzano il territorio tarantino.

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