Giochi del Mediterraneo 2026: come garantire la sicurezza senza svuotare il territorio tarantino

Il dilemma della provincia jonica: proteggere l’evento senza lasciare scoperto il territorio

A poco più di un mese dai Giochi del Mediterraneo, il tema della sicurezza diventa centrale in vista di un grande dispiegamento di forze che rischierebbe di penalizzare il controllo del territorio. I XX Giochi del Mediterraneo si disputeranno a Taranto, in Italia, dal 21 agosto al 3 settembre 2026. Questo spazio temporale rappresenta una sfida logistica e organizzativa senza precedenti per la provincia jonica: la questione è stata sollevata dal Siulp di Taranto, che richiama l’attenzione sulle risorse che saranno necessarie per gestire un evento destinato a portare nel capoluogo ionico migliaia di atleti, delegazioni, giornalisti e visitatori provenienti da decine di Paesi.

Le preoccupazioni dei sindacati delle forze dell’ordine

Secondo il sindacato, accanto all’organizzazione delle competizioni e al completamento delle infrastrutture, occorre affrontare il nodo degli organici delle forze dell’ordine e delle modalità con cui verrà garantita la sicurezza durante la manifestazione. “Come si intende garantire la sicurezza dell’evento senza fiaccare altri settori ovvero senza lasciare scoperta la città?”, è uno degli interrogativi posti da Antonio Digregorio, segretario generale provinciale del Siulp Taranto, che evidenzia come la sicurezza urbana sia una priorità che non può essere sacrificata.

Il Siulp ha lanciato un monito chiaro: “I Giochi del Mediterraneo devono essere un’opportunità, non un boomerang”. E ancora: “Taranto non può permettersi di brillare per 15 giorni e spegnersi per i 15 anni successivi.” Un messaggio che sottolinea come l’evento non debba trasformarsi in un danno strutturale per il controllo ordinario del territorio.

La posizione della politica locale

Francesco Battista, esponente di Futuro Nazionale Taranto, chiede un piano straordinario per la sicurezza, sottolineando la necessità di rafforzare gli organici delle forze dell’ordine senza penalizzare il controllo ordinario del territorio. Secondo Battista, la manifestazione rappresenta una straordinaria occasione di rilancio economico, turistico e sociale per Taranto e per l’intero territorio jonico, ma impone anche una riflessione sulla capacità di garantire la sicurezza di atleti, delegazioni, visitatori e cittadini.

Da qui la richiesta di evitare che uomini e mezzi vengano concentrati esclusivamente sugli impianti sportivi e sulle aree interessate dai Giochi, lasciando scoperti quartieri, periferie e comuni della provincia. Futuro Nazionale Taranto chiede al Governo e al Ministero dell’Interno di predisporre un piano straordinario che preveda il potenziamento degli organici, l’invio di adeguati rinforzi per l’intera durata della manifestazione e una strategia capace di assicurare contemporaneamente la sicurezza dell’evento e quella della vita quotidiana della città.

Le misure concrete richieste

La nota propone inoltre l’istituzione di un confronto permanente tra istituzioni, amministrazioni locali, forze dell’ordine e rappresentanze del comparto sicurezza, con l’obiettivo di condividere e monitorare le misure da adottare nei mesi che precederanno l’inizio dei Giochi. Secondo Battista, videosorveglianza e tecnologie possono rappresentare un valido supporto, ma non possono sostituire la presenza sul territorio di donne e uomini in divisa.

Il contesto della sicurezza urbana

La cronaca continua a registrare episodi di criminalità, furti, rapine, aggressioni, atti vandalici e fenomeni di degrado che alimentano un diffuso senso di insicurezza. In questo quadro, la preoccupazione dei sindacati e della politica locale non è priva di fondamento: concentrare le risorse umane sugli impianti sportivi e i 30 siti coinvolti nei Giochi potrebbe creare una situazione paradossale in cui la città è protetta durante l’evento ma rimane vulnerabile nei quartieri e nelle periferie.

I preparativi organizzativi

Il Comune di Taranto, attraverso la direzione Lavori Pubblici, ha disposto nuove misure per garantire decoro urbano, sicurezza, mobilità e viabilità nelle zone coinvolte dalla manifestazione. Da lunedì 1° giugno a domenica 6 settembre sarà sospeso l’avvio di nuovi interventi sulle principali arterie cittadine coinvolte nell’organizzazione dell’evento, e le attività in corso nelle aree interessate dovranno essere completate entro e non oltre il 30 giugno.

Dal 21 agosto al 3 settembre saranno sospese tutte le lavorazioni di manomissione del suolo sull’intero territorio comunale, al fine di ridurre al minimo disagi, restringimenti di carreggiata, deviazioni e possibili interferenze con la mobilità cittadina, una scelta legata anche alla necessità di garantire percorsi più ordinati e sicuri per cittadini, delegazioni, atleti, operatori e visitatori.

La prospettiva delle istituzioni

La Prefettura di Taranto ha necessità di assicurare il servizio di alloggiamento, con pensione completa, del personale delle Forze di Polizia, proveniente da altre sedi, impiegato nei servizi di ordine pubblico e sicurezza, a supporto dell’evento “Giochi del Mediterraneo 2026”, per il periodo presunto dal 17 agosto al 5 settembre 2026. Questo indica che è già in corso un lavoro preparatorio concreto per garantire rinforzi dalle altre province.

Cosa ne pensano i sindacati di orientamento differente

Non tutti i sindacati mantengono un tono allarmistico. Santoro evidenzia il lavoro che istituzioni e apparati di sicurezza stanno portando avanti per affrontare al meglio una sfida organizzativa senza precedenti per il territorio ionico, con piena fiducia nei colleghi che, per conto della Questura, si stanno adoperando per la soluzione alloggiativa, e ritiene che come gestione dell’ordine pubblico, tutto questo si tradurrà in un servizio gestibile, tenuto conto del fatto che il villaggio olimpico dovrebbe essere all’interno di una base militare.

La sfida per Taranto

In conclusione, i Giochi del Mediterraneo 2026 rappresentano per Taranto un’opportunità di rilancio internazionale, ma anche un test sulla capacità di gestire contemporaneamente la sicurezza dell’evento e quella ordinaria della città. Le richieste di sindacati e politici convergono su un punto: non si può permettere che due settimane di lustro internazionale si trasformino in una perdita di controllo del territorio nei mesi seguenti. L’esito dipenderà dal coordinamento tra Governo, istituzioni locali e forze dell’ordine nei prossimi mesi.

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