La straordinaria biodiversità della Gravina di Laterza: specie endemiche e habitat rupestri

La Gravina di Laterza non è solo uno spettacolo geologico di 200 metri di profondità: rappresenta un autentico scrigno di biodiversità dove la morfologia verticale del canyon ha creato una vera isola biologica isolata dal contesto ambientale circostante. L’Oasi LIPU gestisce dal 1999 circa 800 ettari di territorio ospitando un patrimonio naturalistico straordinario.

Flora: endemismi balcanici e comunità vegetali stratificate

La flora è costituita prevalentemente dalla macchia mediterranea, ma gli speciali habitat della gravina consentono la crescita di specie rare e trans-adriatiche. Analizzando la gravina dal ciglio verso il fondo è possibile osservare il susseguirsi di ben cinque comunità vegetali differenti: pseudo steppa, prateria, macchia dominata dal Lentisco, foresta dominata dal Leccio (Quercus ilex), dal Fragno (Quercus trojana) e da Pino d’Aleppo, e infine zona umida nel fondovalle.

Le specie floristiche più rilevanti includono oltre 50 varietà di orchidee selvatiche che fioriscono in primavera colorando i sentieri, la Quercia vallonea, la Campanula versicolor endemica con fiori viola pallido che ricopre le pareti tra giugno e ottobre, il Fragno presente in Italia solo sulle murge pugliesi e materane. Presenti anche il corbezzolo, il caprifoglio, i ciclamini, il biancospino, le rose selvatiche, il melograno e il cotogno. Nelle zone forestali crescono arbusti caratteristici come lentischio, mirto, fillirea e alaterno.

Degna di nota anche la rara composita Radichiella pugliese (Crepis apula), un interessante endemismo diffuso in Puglia, parte della Basilicata e della Calabria.

Fauna avicola: rapaci rari e specie migratrici

La gravina rappresenta un vero scrigno di biodiversità dal punto di vista ornitologico. Le pareti verticali costituiscono l’habitat privilegiato per specie rarissime come il Capovaccaio, detto avvoltoio degli egizi, che in primavera migra dall’Africa, e la Cicogna Nera che da qualche anno è tornata a nidificare regolarmente nel canyon. Tra gli altri rapaci nidificanti figurano il Gufo reale, il Corvo imperiale, il Lanario, il Pellegrino, la Poiana e diversi tipi di Falchi. Le grotte presenti sulle pareti rocciose ospitano inoltre numerose specie di pipistrelli.

Nelle aree boschive e cespugliose adiacenti sono presenti uccelli tipici della fauna mediterranea come l’Occhiocotto, le Cince, il Passero solitario, la Monachella, la Sterpazzolina e lo Scricciolo.

Mammiferi e rettili endemici balcanici

Tra i mammiferi vivono il Gatto selvatico, il Tasso, la Faina, la Volpe, l’Istrice, la Donnola (divenuta sempre più rara) e il Cinghiale, mentre il Lupo e la Lontra rappresentano specie estremamente rare. Gli anfibi includono l’Ululone dal ventre giallo, che popola il corso d’acqua sul fondo della gravina.

I rettili meritano particolare attenzione per il loro interesse zoogeografico: il Geco di Kotschy e il Colubro leopardino sono due specie presenti solo in Puglia, il cui areale di distribuzione in Italia comprende solo parte della regione e una zona limitata intorno a Matera. La loro presenza testimonia un ponte di terra con la penisola balcanica esistente nel Miocene: il Colubro leopardino è definito il più bel serpente europeo sia per la colorata livrea che per l’elegante portamento.

Protezione internazionale e strategie di conservazione

L’intera area è riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) nell’ambito della rete Natura 2000, il principale strumento dell’Unione Europea per la tutela della biodiversità. Nel 2005 è stato istituito il Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine con l’obiettivo esplicito di tutelare e valorizzare le biodiversità degli ecosistemi presenti, comprendendo circa 28.000 ettari di territorio.

La Gravina di Laterza è inoltre inclusa nell’elenco internazionale dei siti I.B.A. (Important Bird Area) dalla Birdlife International. L’Oasi LIPU promuove progetti specifici di monitoraggio della fauna, della flora e degli ecosistemi naturali, contribuendo alla conservazione di specie di uccelli in via d’estinzione a livello europeo. Lo stato di conservazione della fauna gravinetica rimane un indicatore cruciale della salute ecologica dell’intera provincia tarantina.

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