Nel paesaggio tarantino esiste un luogo che incarna tutta la potenza della natura nel creare scenari da fiaba: la Gravina di Laterza. Questo canyon profondo e selvaggio non ha nulla da invidiare ai più celebri canyon americani, eppure rimane uno dei tesori naturali meno conosciuti d’Italia. Con le sue pareti di roccia che raggiungono altezze vertiginose e i suoi meandri tortuosi, la Gravina di Laterza rappresenta un’esperienza unica per chi ama la natura incontaminata e i paesaggi estremi.
Un canyon quasi americano nel cuore della Puglia
La Gravina di Laterza è considerata uno dei canyon più grandi d’Europa. Si sviluppa su una lunghezza di 12 chilometri, con una larghezza che varia intorno ai 400-500 metri e una profondità massima che supera i 200 metri, raggiungendo localmente i 300 metri di altezza nelle pareti più imponenti. Queste dimensioni monumentali la rendono un unicum nel contesto italiano e un monumento naturale di rilevanza europea. Il territorio ospita circa 800 ettari di area protetta, circondati da una lussureggiante vegetazione mediterranea che abbraccia le spettacolari pareti calcaree.
La storia geologica: due milioni di anni di erosione
La formazione della Gravina di Laterza è il risultato di un processo geologico lentissimo, iniziato circa due milioni di anni fa. Il fiume Lato, scorrendo attraverso rocce calcaree, ha esercitato un’azione erosiva incessante, modellando gradualmente le fratture preesistenti nel terreno. L’innalzamento tettonico della regione ha dato ulteriore spinta a questo processo di incisione, trasformando semplici crepe nella roccia in un imponente canyon.
Dal punto di vista geologico, la Gravina è un’incisione di tipo carsico: le acque piovane hanno scavato la roccia calcarea, creando non solo le impressionanti pareti verticali visibili oggi, ma anche una rete sotterranea di grotte e condotti ancora in parte inesplorati. Il territorio è composto principalmente da rocce calcaree del periodo Cretacico, l’ultimo periodo dell’era Mesozoica. All’interno del canyon sono stati rinvenuti fossili di crostacei e molluschi preistorici, testimonianze di un’epoca in cui queste aree erano sommerse dalle acque marine.
Le pareti rocciose: geometria della grandezza
Ciò che rende la Gravina di Laterza tanto spettacolare sono le sue pareti rocciose quasi verticali, consumate dall’erosione nei millenni eppure ancora ben definite e nette. In alcuni punti, queste muraglia di calcare biancastro raggiungono i 300 metri circa di altezza dal fondo del canyon. Le rocce lisce e compatte offrono anche mete per gli appassionati di arrampicata sportiva e free climbing, che qui trovano tracciati di grande impegno tecnico. Le infinite cavità e cengie sospese nel vuoto creano un profilo a V estremamente pronunciato, conferendo al paesaggio un aspetto quasi fantasmagorico.
Meandri e vegetazione: il giardino selvaggio del Tarantino
Il corso della Gravina si caratterizza per un andamento tipicamente meandriforme, con curve sinuose che raddoppiano la sua lunghezza apparente e creano scorci sempre diversi a ogni angolo. La vegetazione che popola il canyon è una rappresentazione vivente della macchia mediterranea nelle sue forme più rigogliose: boschi di fragno (Quercus trojana), un’essenza presente in Italia solo sulle Murge pugliesi e materane, si alternano a leccio, lentisco, cisto, terebinto e ginepro. Durante la primavera, i sentieri si colorano di variopinte fioriture di orchidee selvatiche, mentre l’endemica Campanula versicolor, con i suoi caratteristici fiori viola pallido, fiorisce da giugno a ottobre ricoprendo le pareti della gravina.
La biodiversità: un paradiso per l’avifauna
Fin dal 1999, la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) gestisce l’Oasi Gravina di Laterza, un’area naturale protetta dichiarata sito di importanza internazionale (IBA – Important Bird Areas) da BirdLife International. La gravina ospita alcune delle specie di uccelli a più alto rischio di estinzione dell’Europa meridionale.
Il simbolo indiscusso dell’oasi è il capovaccaio, un raro avvoltoio che migra dall’Africa in primavera per nidificare nelle pareti rocciose e che rappresenta uno degli ultimi siti di nidificazione in Puglia di questa specie a rischio. Accanto ad esso vivono il falco lanario, il falco pellegrino, il gufo reale, il corvo imperiale, il biancone, il grillaio e numerosi altri rapaci. Durante l’inverno, il corvo imperiale e la poiana popolano i cieli con i loro voli maestosi, il loro verso amplificato dalle profonde pareti del canyon come da una grande cassa armonica. Altre specie notevoli includono il passero solitario, il merlo, la ghiandaia, la cinciallegra, l’upupa e la monachella.
Anche la fauna mammiferi merita attenzione: nel canyon vivono il tasso, la faina, la volpe, l’istrice, la donnola e il gatto selvatico, benché gli ultimi due siano divenuti sempre più rari. Gli anfibi includono l’ululone dal ventre giallo, che popola il corso d’acqua sul fondo della gravina, mentre tra i rettili sono presenti specie endemiche e specializzate come il geco di Kotschy.
Come visitare la Gravina di Laterza: accesso e orari
L’Oasi LIPU Gravina di Laterza è aperta tutto l’anno dal giovedì alla domenica, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00. L’accesso principale avviene attraverso il Centro Visite dell’oasi, dove è possibile trovare informazioni dettagliate, una mostra fotografica, un diorama della gravina e un laboratorio didattico.
L’indirizzo è: Via Selva San Vito, 74014 Laterza (TA). Per informazioni è possibile contattare il responsabile dell’oasi al numero 339.3311947 o scrivere a vittoriogiacoia@tiscali.it.
Sentieri e escursioni: dal ciglio al fondo del canyon
La Gravina di Laterza offre diverse possibilità di esplorazione adatte a vari livelli di preparazione. I sentieri ben segnalati partono dal Centro Visite e si sviluppano per diversi chilometri lungo il bordo orientale della gravina, offrendo affacci panoramici spettacolari sui meandri e sulle pareti rocciose.
L’escursione più popolare è il trekking lungo il ciglio della gravina, un percorso di circa 9-12 chilometri che richiede circa 4 ore di cammino e presenta una difficoltà media. Questo itinerario consente di attraversare la macchia mediterranea e il bosco di fragno, passando accanto alla grotta di Santa Croce e godendo di viste panoramiche continue. La quota di partecipazione per un’escursione guidata è generalmente intorno ai 15 euro.
Per i trekker più esperti e allenati, sono disponibili escursioni guidate che scendono fino al fondo del canyon, permettendo di camminare tra le imponenti pareti di roccia levigata dall’acqua. Questi percorsi sono più impegnativi, soprattutto per la ripida risalita, ma offrono la prospettiva unica di trovarsi al livello del fiume Lato circondati da muri rocciosi verticali di straordinaria imponenza.
Abbigliamento e consigli pratici
Si consiglia di indossare scarpe da trekking robuste, dato che il terreno presenta roccia affiorante e tratti pendenti. Un k-way o una giacca leggera è essenziale, poiché il clima può cambiare rapidamente. Portate sempre abbondante acqua, soprattutto nei mesi estivi, e un pranzo al sacco se intendete trascorrere l’intera giornata. Una fotocamera è quasi obbligatoria per catturare i panorami mozzafiato.
È fortemente consigliato affidarsi a guide esperte, organizzate principalmente dalla Cooperativa Serapia e dalla LIPU, sia per la sicurezza sia per una comprensione più profonda della geologia, della storia naturale e della conservazione del sito. Le visite guidate richiedono prenotazione e generalmente hanno un numero limitato di partecipanti per preservare l’integrità dell’ambiente.
La Gravina nel contesto delle Gravine dell’Arco Ionico
La Gravina di Laterza non è un’isolata meraviglia geologica, ma rappresenta l’espressione più imponente di un particolare territorio noto come Gravine dell’Arco Ionico, che si estende da Ginosa a Grottaglie. Decine di gravine si dispongono a ventaglio intorno al golfo di Taranto, ciascuna diversa per dimensione e morfologia, ma tutte caratterizzate da una civiltà rupestre millenaria che ha lasciato tracce nella cultura, nella storia e nell’arte della regione.
Connessione con il territorio e il turismo lento
Visitare la Gravina di Laterza significa immergersi completamente nella bellezza selvaggia del Tarantino, lontani dai circuiti turistici massicci. È la meta ideale per chi cerca una giornata fuori porta all’insegna della natura, del relax e dell’avventura consapevole. Il paesaggio del canyon, con le sue pareti verticali, i meandri tortuosi e l’esplosione di biodiversità, rappresenta un vero monumento naturale, un’aula a cielo aperto per chi vuole comprendere come la natura plasma il territorio nel corso di milioni di anni.
