Un gigante sotterraneo di roccia calcarea, scavato dall’incessante azione dell’acqua nel corso di milioni di anni. La Gravina di Laterza è una delle incisioni erosive più profonde e imponenti d’Europa, con dimensioni che la rendono comparabile ai grandi canyon americani. Ma quali sono esattamente le sue misure?
Dimensioni complessive
La Gravina di Laterza si estende per 12 chilometri di lunghezza nel territorio rurale a cavallo tra la provincia di Taranto e la Basilicata. La larghezza varia significativamente lungo il percorso, oscillando tra i 400 e i 500 metri. In alcuni punti specifici, raggiunge perfino una larghezza ancora più considerevole di oltre 400 metri. La profondità massima supera i 200 metri in numerosi tratti, con alcune sezioni dove le pareti rocciose toccano persino i 300 metri di altezza. L’area complessivamente coperta dalla gravina si estende su circa 800 ettari, trasformandola in un’immensa depressione nel territorio delle Murge.
Le caratteristiche delle pareti rocciose
Le pareti della Gravina di Laterza presentano una conformazione quasi verticale in molteplici settori, creando scenari di vertigine che l’avvicinano ai grandi canyon mondiali. Queste massicce pareti di roccia calcarea a strapiombo sono il risultato di un processo di erosione differenziale durato millenni. Le formazioni rocciose sono composte principalmente da due tipi di roccia: il Calcare di Altamura, risalente al periodo Cretacico e più compatto, che forma il substrato inferiore; e la Calcarenite di Gravina, depositata tra il Pliocene Superiore e il Pleistocene Inferiore, circa 2-1 milioni di anni fa, che forma gli strati superiori. Questo contrasto di composizione ha determinato un’erosione differenziale, con la Calcarenite più fragile incisa più rapidamente, mentre il Calcare di Altamura ha mantenuto le pareti più ripide e le geometrie nette del canyon.
Il decorso meandriforme e le caratteristiche morfologiche
Il corso della Gravina presenta un andamento tipicamente meandriforme, caratterizzato da curve sinuose che effettivamente raddoppiano la lunghezza apparente del canyon e creano prospettive sempre diverse ad ogni angolo. Questo percorso tortuoso non è casuale: le fratture preesistenti nella roccia calcarea hanno guidato l’azione erosiva dell’acqua, creando questo pattern caratteristico. Le pareti rocciose mostrano segni evidenti di consumo differenziato: muraglioni levigati coesistono con cengie sospese nel vuoto, pinnacoli isolati e guglie di grande carattere suggestivo. Le profonde fratturazioni della roccia hanno inoltre creato grotte naturali di varie dimensioni e anfratti che si aprono come finestre scavate nella parete.
Elementi morfologici e carsismo
La Gravina di Laterza è tecnicamente classificata come un’incisione di tipo carsico. Le acque piovane, leggermente acide per la presenza di anidride carbonica atmosferica, hanno penetrato le fratture preesistenti della roccia, scavando non solo in superficie ma anche in profondità. Questo processo ha generato una rete sotterranea di grotte e condotti, molti dei quali ancora parzialmente inesplorati. Lungo le pareti sono presenti numerose grotte di piccole e grandi dimensioni: le cavità minori ospitano nidificazioni di gheppi e falchi pellegrini, mentre le caverne più ampie accolgono specie di maggiore taglia. All’interno del canyon sono stati rinvenuti fossili di crostacei e molluschi preistorici, testimonianza di ambienti marini precedenti all’emersione del territorio durante il Pliocene.
