Gravina di Laterza: il canyon più profondo d’Europa tra rocce e biodiversità

La Gravina di Laterza è considerato uno dei canyon più profondi e suggestivi d’Europa. Profonda più di duecento metri ed estesa per dodici chilometri, rappresenta uno dei paesaggi naturalistici più affascinanti della Puglia e una delle incisioni erosive più lunghe del continente europeo. Ubicato nel comune di Laterza, in provincia di Taranto, quasi al confine con la Basilicata, questo canyon naturale incanta i visitatori con la sua imponenza e la straordinaria ricchezza biologica che ospita al suo interno.

Una formazione geologica millenaria

La Gravina di Laterza si è formata in seguito all’azione erosiva del fiume Lato, che scorre nella zona da oltre due milioni di anni fa. L’intensa potenza erosiva dell’acqua ha creato una valle fluviale incisa attraverso rocce calcaree, generando grotte, pareti rocciose a strapiombo, guglie, pinnacoli e anfratti che rendono questo luogo un paesaggio senza precedenti. Il territorio è composto principalmente da rocce calcaree del periodo Cretacico, l’ultimo periodo dell’era Mesozoica. All’interno del canyon sono stati rinvenuti fossili di crostacei e molluschi preistorici, indicatori di una vita fluviale sommersa che testimonia la complessa storia geologica di questo territorio.

Dal punto di vista geologico, il canyon è un’incisione carsica: l’acqua piovana ha scavato la roccia calcarea, creando pareti verticali, anfratti, doline e una rete sotterranea di grotte e condotti ancora oggi in parte inesplorati. Questo profilo a V molto stretto rappresenta un adattamento del flusso delle acque al livello di base, cui variare è connesso sia al sollevamento tettonico regionale che alle variazioni eustatiche del livello del mare.

Dimensioni e caratteristiche fisiche

La Gravina di Laterza presenta dimensioni veramente impressionanti. Si estende per una lunghezza di dodici chilometri, con una larghezza che varia tra i quattrocento e i cinquecento metri, e raggiunge una profondità massima di oltre duecento metri. In alcuni punti, le pareti rocciose raggiungono circa trecento metri di altezza. Il canyon ha un originale decorso meandriforme caratterizzato da muraglioni di roccia consumati dall’erosione e lisce pareti di calcare biancastro disseminate di innumerevoli cavità e cengie sospese nel vuoto. Queste caratteristiche lo rendono affine ai grandi canyon americani, benché incastonato in un contesto mediterraneo unico.

Un scrigno di biodiversità senza pari

La particolare conformazione della Gravina di Laterza ha permesso la conservazione di una notevole biodiversità. Completamente avvolta da una lussureggiante vegetazione, la gravina è stata riconosciuta come area di straordinaria importanza per la conservazione della natura. Nel 1984 è stata istituita l’oasi protetta della Gravina di Laterza, dal 1999 gestita dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), un’associazione che si impegna per la conservazione della natura e la tutela della biodiversità.

La flora è costituita prevalentemente dalla macchia mediterranea, ma gli speciali habitat della gravina consentono la crescita di specie rare e trans-adriatiche. Analizzando la gravina dal ciglio verso il fondo è possibile osservare il susseguirsi di comunità vegetali differenti: pseudo steppa, prateria, macchia dominata dal Lentisco, foresta dominata dal Leccio e dal Fragno (Quercus trojana), quest’ultimo presente in Italia solo sulle murge pugliesi e materane, oltre a pinete a pino d’Aleppo e zone umide. In primavera, i sentieri si colorano delle variopinte fioriture di numerose specie di orchidee selvatiche, mentre sulle pareti rocciose cresce l’endemica Campanula versicolor, con i suoi caratteristici fiori viola pallido.

Dal punto di vista faunistico, la Gravina di Laterza è considerata un vero e proprio scrigno di biodiversità. Tra gli uccelli qui presenti figurano specie di grande importanza conservazionistica: il Capovaccaio (detto anche avvoltoio degli egizi), che in primavera migra dall’Africa, la Cicogna Nera che da qualche anno è tornata a nidificare nella gravina, la Poiana, il Biancone, il Gufo Reale, il Corvo imperiale, diversi tipi di Falchi (gheppio, nibbio reale e nibbio bruno, pellegrino, grillaio, lanario), la Ghiandaia, il Passero solitario, il Gufo comune, la Civetta, il Barbagianni e l’Assiolo. Sono presenti anche molte specie di animali rari come il Tasso, la Faina, la Volpe, l’Istrice, la Donnola e il Gatto selvatico. La presenza di rettili di esclusiva origine balcanica, come il Geco di Kotschy e il Colubro leopardiano, specie presenti in Italia solo nella regione pugliese, assume importanza anche dal punto di vista storico in quanto testimonianza di un antico collegamento tra questa regione e i Balcani.

Come visitare la Gravina di Laterza

L’Oasi LIPU Gravina di Laterza è il punto di partenza ideale per esplorare il canyon. Al suo interno si trova un Centro Visite attrezzato con un diorama, una mostra fotografica e un’aula didattica, dove è possibile ricevere tutte le informazioni necessarie prima di avventurarsi lungo i sentieri. L’Oasi è aperta tutto l’anno dal giovedì alla domenica, dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle ore 14:00 alle 18:00.

L’Oasi LIPU gestisce una rete di sentieri ben segnalati e adatti a diversi livelli di preparazione. Il Sentiero n.3 dell’Oasi LIPU è uno dei percorsi più noti: un itinerario di circa 11 chilometri che costeggia il bordo della gravina, facendo parte anche della Via Ellenica del “Cammino Materano”, permettendo di ammirare panorami mozzafiato sul canyon e sulla vegetazione circostante.

Per escursioni più impegnative, è possibile partecipare a escursioni guidate che scendono fino al fondo del canyon. Questi percorsi durano circa 6 ore, coprono una distanza complessiva di circa 7 chilometri e regalano la prospettiva unica di camminare tra le imponenti pareti di roccia bianca levigata dall’acqua. La parte bassa della valle della gravina è un territorio vergine, a tratti inesplorato, che incanta i partecipanti con lo spettacolo di grossi massi bianchi completamente levigati.

La Gravina di Laterza può essere visitata anche in mountain bike lungo itinerari che si snodano attraverso i caratteristici tratturi e diversi sentieri del comune tarantino fino ad arrivare a splendidi affacci panoramici.

Consigli pratici per la visita

Si consiglia sempre di indossare scarpe da trekking e abbigliamento comodo, e di portare con sé acqua in abbondanza, soprattutto nei mesi più caldi. È possibile visitare l’area in autonomia, ma per un’esperienza più completa e sicura è consigliabile affidarsi alle visite guidate organizzate dalle guide esperte della LIPU. In estate, quando la temperatura è elevata, la maggior parte della fauna si sposta verso il fondo della gravina, dove l’ombra delle pareti e dei boschi di Leccio rende l’afa più sopportabile.

Per informazioni è possibile contattare il responsabile dell’Oasi tramite il numero 339.3311947 o visitare il sito ufficiale della LIPU. L’indirizzo dell’Oasi LIPU Gravina di Laterza è Via Selva San Vito, 74014 Laterza.

Contesto territoriale e protezione

La Gravina di Laterza costituisce il cuore del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, istituito nel 2005, che comprende circa ventottomila ettari di territorio tra il Salento e la Valle d’Itria con la peculiarità della presenza delle gravine con habitat rupestre. L’intera zona è riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) nell’ambito della rete Natura 2000, il principale strumento dell’Unione Europea per la tutela della biodiversità. La gravina è stata inoltre inserita tra le aree denominate IBA (Important Bird Areas) da BirdLife International, in quanto custodisce alcune delle specie a più alto rischio di estinzione dell’Europa meridionale.

Laterza stessa è un borgo ricco di terrazze che si affacciano su questo incredibile spettacolo della natura, caratterizzato da una grande ricchezza di antiche testimonianze della presenza dell’uomo dalla Preistoria a tutto il Medioevo. Il comune rappresenta una gemma da esplorare anche per la sua storia millenaria, legata alla civiltà rupestre che si è sviluppata attorno alle gravine nel corso dei secoli.

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