Tavolo tecnico la prossima settimana: il Comune apre a Ladisa sullo stadio Iacovone

Taranto – Il Comune di Taranto ha accolto la richiesta avanzata dalla S.S. Taranto Calcio, annunciando la convocazione di un tavolo tecnico già nel corso della prossima settimana per affrontare i temi legati alla gestione dello stadio Erasmo Iacovone. La decisione arriva dopo una fase di tensione che ha visto la società inviare una comunicazione urgente all’amministrazione per chiedere lo sblocco del procedimento, una mossa dettata da scadenze amministrative ormai stringenti.

La richiesta della società rossoblù

La S.S. Taranto ha inviato una comunicazione urgente all’Amministrazione comunale chiedendo l’immediata convocazione di un tavolo tecnico che possa affrontare in maniera definitiva tutti gli aspetti ancora aperti relativi al futuro dell’impianto. La richiesta della società riconducibile alla famiglia Ladisa, promotrice della proposta di partenariato pubblico-privato per la gestione dello stadio, nasce dalla necessità di chiarire alcuni passaggi considerati fondamentali per la sostenibilità dell’intero progetto.

Il board jonico ha dato disponibilità a partire da lunedì 29 giugno per superare i nodi burocratici. Sul tavolo della riunione tecnica figurano aspetti rilevanti per l’equilibrio economico dell’operazione: la società dei Ladisa chiede chiarimenti sulla qualificazione come “contributo pubblico” di elementi quali la concessione dell’impianto e gli interventi di manutenzione straordinaria, che secondo il promotore rappresentano invece componenti essenziali dell’equilibrio economico-finanziario dell’operazione.

La scadenza critica del 10 luglio

Dietro questa accelerazione della procedura c’è una data cruciale: la dichiarazione di pubblica utilità per il progetto deve concludersi entro il 10 luglio, essendo già decorsi sei mesi dal deposito della proposta. Questa è una scadenza legale perentoria: una volta superata, il progetto potrebbe perdere validità amministrativa.

L’obiettivo dichiarato è duplice: da una parte aggiornare il piano economico-finanziario alla luce delle nuove condizioni economiche, dall’altra ottenere dall’ente comunale certezze sulla copertura finanziaria e sulla disponibilità delle risorse necessarie per il completamento dell’operazione.

La disponibilità del Comune e i rischi del ritardo

L’Amministrazione comunale precisa di non aver mai avuto chiusure sui punti sollevati dalla società e ribadisce che la disponibilità dell’impianto a favore del Taranto Calcio «non è mai stata in discussione e rimane assolutamente garantita». L’obiettivo dichiarato è quello di assicurare «la massima trasparenza e la piena legittimità giuridica» dell’intera operazione, escludendo qualsiasi volontà di perdere la proposta di partenariato pubblico-privato presentata dal gruppo Ladisa, già dichiarata di interesse pubblico.

Tuttavia, il tempo stringe per ragioni concrete: dal 5 settembre l’impianto sarà a disposizione del club, con ingenti spese di gestione a proprio carico, mentre ogni ulteriore ritardo rischia di far perdere le preziose agevolazioni fiscali della Zes. I Giochi del Mediterraneo 2026, in programma ad agosto-settembre, rappresentano dunque un punto di svolta anche per il progetto dello stadio.

Contesto dei Giochi del Mediterraneo

Il Comune sta affrontando la gestione di numerosi impianti sportivi costruiti per i Giochi del Mediterraneo 2026, previsti per agosto-settembre. Lo stadio Iacovone, in corso di profonda riqualificazione proprio in vista della manifestazione internazionale, dovrà tornare operativo per il Taranto Calcio al termine dell’evento. Il Comune ha chiesto al Commissario dei Giochi la data esatta di riconsegna dello stadio dopo la manifestazione, passaggio ritenuto fondamentale per consentire al Taranto calcio di utilizzare l’impianto nel prossimo campionato.

I prossimi passi

Una volta raggiunta un’intesa sugli aspetti tecnici, saranno concordati anche tempi e modalità per la presentazione della documentazione aggiornata. Il tavolo tecnico della prossima settimana rappresenta quindi il momento cruciale per sbloccare una procedura che coinvolge non solo il calcio tarantino, ma l’intero sistema degli impianti sportivi della città in vista della eredità che la manifestazione mediterranea lascerà al territorio.

Lascia un commento