Sette Comuni della provincia tarantina – Lizzano, Monteparano, Fragagnano, Roccaforzata, Faggiano, San Marzano di San Giuseppe e Grottaglie, oltre al Capoluogo – si presentano compatti contro la riapertura della discarica Lutum in località Palombara. Un fronte unitario emerso nel corso della terza conferenza di servizi, tenutasi il 16 giugno presso la Provincia di Taranto.
Il parere negativo dell’ASL: “Non offre sufficienti garanzie”
L’ASL ha dichiarato ufficialmente che “la riattivazione della discarica non offre sufficienti garanzie di tutela della salute e dell’ambiente nel medio-lungo termine”. La comunicazione del 9 dicembre 2024 ribadisce la presenza di gravi problematiche igienico-sanitarie e odorigene, un tema che continua a generare segnalazioni dai cittadini residenti nelle aree limitrofe al sito.
I problemi della falda acquifera: inquinanti oltre i limiti
Le analisi mostrano concentrazioni di manganese fino a 130 microgrammi per litro, contro un limite di legge fissato a 50. Preoccupa anche la presenza di un solvente pericoloso come il tetracloroetilene, che negli ultimi controlli ha raggiunto i 2 microgrammi, doppiando la soglia di allarme.
L’episodio dei tecnici ARPA colpiti dai gas
Durante un’ispezione di routine nell’impianto nell’ottobre 2024, tre funzionari dell’ARPA Puglia accusarono malori per l’odore acre e pungente del biogas, tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Un episodio emblematico che evidenzia le criticità sulla sicurezza, anche per gli operatori incaricati dei controlli.
La questione della vicinanza all’aeroporto Arlotta
La discarica ricade nella “zona di buffering aeroportuale” di Grottaglie, un’area cuscinetto che dovrebbe garantire la sicurezza in caso di incidenti o emergenze, ma una discarica così grande attrarrebbe la fauna selvatica, in particolare uccelli, che potrebbero causare bird-strike (collisioni con aeromobili) e interferire con le rotte di volo.
La procedura in corso: 60 giorni per le controdeduzioni
La conferenza si è conclusa con la concessione di un termine di 60 giorni alla società Lutum per presentare controdeduzioni e integrazioni, soprattutto in relazione alle osservazioni tecniche depositate durante l’istruttoria. È stato inoltre richiesto un ulteriore termine, pari a 15 giorni, da parte del Comune di Taranto per depositare una propria relazione tecnica attraverso la direzione ambiente.
Una mobilitazione civica che conta oltre 1.500 firme
La battaglia contro la riapertura non riguarda solo le istituzioni. Nel novembre 2024, il comitato Attiva Lizzano ha inviato alla Provincia di Taranto una comunicazione con le firme dei cittadini a sostegno delle osservazioni contrarie alla riapertura del sito. Il Consiglio Comunale di San Marzano di San Giuseppe ha approvato all’unanimità un ordine del giorno contro il PAUR, aderendo alle osservazioni elaborate da Attiva Lizzano, così come altri comuni limitrofi come Lizzano e Monteparano, mentre l’ASL di Taranto ha espresso un parere sfavorevole.
Lo stato della discarica: chiusa dal 2014
La discarica, chiusa e sequestrata nel 2014 per sospetto inquinamento e irregolarità nel trattamento dei rifiuti, rappresenta un capitolo doloroso per il territorio. A distanza di 11 anni dalla chiusura, gli olezzi nauseabondi non sono mai cessati. ARPA Puglia ha precisato che non riceve dati aggiornati sul monitoraggio della falda dal 2022 e che l’ultimo controllo diretto risale al 2021.
L’iter autorizzativo: il PAUR e le integrazioni richieste
Il procedimento in atto, chiamato PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale), riunisce in un unico iter tutte le approvazioni necessarie per consentire al sito di contrada Palombara di tornare a ricevere rifiuti non pericolosi. Le BAT (best available techniques o migliori tecniche disponibili) sono le tecniche operative più efficienti, sostenibili ed avanzate, finalizzate alla riduzione dei livelli emissivi e sono il principale riferimento tecnico per verificare se esistono le condizioni per autorizzare la riapertura della discarica.
La preoccupazione sulla triplicazione della capacità
La società Lutum richiede il PAUR finalizzato alla riapertura della discarica con una capienza triplicata. Questo aumento significativo del volume avrebbe implicazioni ancora più pesanti dal punto di vista dell’impatto ambientale e sanitario per i comuni circostanti, che già lamentano le conseguenze della gestione precedente.
I prossimi step: cosa succede dopo il 60 giorni
Dopo il deposito delle controdeduzioni della Lutum e della relazione tecnica del Comune di Taranto, la Provincia di Taranto dovrà convocare una nuova conferenza di servizi per valutare se approva o respinge il PAUR. I sette Comuni rimangono in allerta per continuare a documentare le criticità e opporsi formalmente a ogni passaggio procedurale successivo. La palla, per ora, è nelle mani della società proprietaria del sito.
