Giochi del Mediterraneo, scontro sui costi: il commissario risponde alle accuse di spese fuori controllo

Lo scontro sui numeri dei Giochi del Mediterraneo 2026 di Taranto si intensifica. A quasi due mesi dall’inizio della manifestazione, prevista per il 21 agosto, emerge un confronto diretto tra le ricostruzioni della gestione finanziaria proposta da un’inchiesta giornalistica e le controreplica della struttura commissariale.

L’inchiesta del Corriere e le accuse di spese aumentate

L’inchiesta “Dataroom” pubblicata dal Corriere della Sera riporta che il finanziamento pubblico iniziale dello Stato di 150 milioni di euro sarebbe stato raddoppiato fino a 315 milioni, più 35 milioni dalla Regione per la realizzazione o ammodernamento delle opere e impianti sportivi. Nell’inchiesta si parla di un rischio “spese fuori controllo”, con critiche sulla gestione delle risorse destinata all’evento che coinvolgerà oltre 4.500 atleti provenienti da 26 Paesi mediterranei.

La replica del commissario: nessun aumento del budget

Il Masterplan presentato dalla struttura commissariale nella primavera del 2024 prevedeva un investimento complessivo di 275 milioni di euro stanziati dal governo Meloni e oggi tutti gli impianti previsti vengono realizzati con gli stessi 275 milioni, senza alcun aumento del costo complessivo, afferma il commissario straordinario Massimo Ferrarese. Ferrarese sottolinea che con quelle risorse sono stati assorbiti circa 14 milioni di euro di aumento dei costi dei materiali da costruzione, utilizzando economie ottenute dalla gestione commissariale senza richiedere fondi aggiuntivi al Governo.

Il nodo dei 35 milioni regionali e degli 8,5 milioni bloccati

Il commissario contesta l’inclusione dei 35 milioni di euro stanziati dalla Regione Puglia nel conto complessivo dei Giochi, spiegando che si tratta di risorse destinate ad impianti situati in comuni esclusi dal programma ufficiale dell’evento, con procedure autonome e separate dal Masterplan commissariale. Analogamente, gli 8,5 milioni citati nell’inchiesta rappresentano il reintegro di risorse precedentemente tagliate e successivamente ripristinate dal governo, mentre i successivi 6,5 milioni riguardano opere stradali e di contesto richieste dal Comune di Taranto.

La questione del villaggio atleti sulle navi

Ferrarese nega l’esistenza di un progetto originario da 200 milioni di euro per il villaggio atleti, ricordando che al momento del suo insediamento erano disponibili 150 milioni di euro, ritenuti insufficienti per realizzare contemporaneamente impianti, villaggio e organizzazione dei Giochi. Da qui la scelta delle navi, definita “l’unica soluzione concretamente praticabile”, a sostegno della quale Ferrarese richiama il controllo concomitante della Corte dei Conti, evidenziando che “non è mai stato contestato alcun aumento del costo complessivo del Masterplan, né sono state rilevate irregolarità” nella gestione delle risorse.

I dettagli degli interventi contestati

Sul centro sportivo Magna Grecia, il commissario afferma che “non esiste nessun appalto da 5,5 milioni per realizzare uno spray park”: la cifra riguarda la riqualificazione complessiva del complesso con campi da tennis, tribune, spogliatoi, aree verdi e ricreative, mentre la scultura a forma di pallina da tennis ha un costo di 5mila euro.

Il contesto locale e le implicazioni per Taranto

Per la città ionica, i Giochi rappresentano un’occasione storica di trasformazione urbana. Il Governo ha stanziato complessivamente 300 milioni di euro per la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, una cifra che, secondo alcune analisi, risulta contenuta rispetto ai deficit registrati da altre grandi manifestazioni sportive nazionali. L’evento internazionale coinvolgerà oltre 4.500 atleti provenienti da 26 Paesi mediterranei, con gare distribuite tra Taranto, Brindisi, Lecce e i rispettivi hinterland.

Le conseguenze dei tagli: quale è lo stato dei lavori

Nel corso dei preparativi, un taglio di 8,5 milioni di euro sui fondi destinati agli impianti sportivi avrebbe rischiato di mettere in discussione una parte degli interventi programmati; in un primo momento si era parlato di una riduzione pari a 7,5 milioni, ma successive verifiche avrebbero aggiornato la cifra a 8,5 milioni. Tuttavia, secondo le dichiarazioni ufficiali, questa somma sarebbe stata successivamente reintegrata dal Governo.

Ferrarese conclude ricordando che “l’intera attività della Struttura Commissariale è sottoposta al controllo concomitante della Corte dei Conti, che non ha mai contestato alcun aumento del costo complessivo del Masterplan né irregolarità nella gestione delle risorse pubbliche”.

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