Alla vigilia della partita che potrebbe riportare il Taranto in Serie D, la famiglia Ladisa avrebbe scelto di rivolgersi direttamente ai calciatori rossoblù con messaggi intensi, caratterizzati da orgoglio, appartenenza e riconoscenza. Questo rappresenterebbe il proseguimento naturale di un dialogo che la proprietà manterrebbe costantemente con squadra e tifoseria.
L’appello alla compattezza a marzo
Nel corso della stagione, il presidente Sebastiano Ladisa avrebbe scelto di rivolgersi personalmente all’intera piazza ionica sottolineando l’importanza del legame tra la squadra e la città per affrontare le sfide che attenderebbero il club. L’accento sarebbe stato sulla necessità di mantenere un fronte unito, con l’apporto della tifoseria descritto come un elemento fondamentale per l’anima della società.
La finalissima playoff di giugno
La famiglia Ladisa avrebbe scritto alla squadra alla vigilia della finalissima playoff di Eccellenza contro il Gladiator, in programma il 14 giugno a Massafra. Dopo lo 0-0 dell’andata, secondo quanto riferito, la società avrebbe sottolineato l’importanza storica del momento, con un messaggio carico di emotività che avrebbe ricordato come il progetto sia stato ricostruito praticamente da zero.
Chi sono i fratelli Ladisa
La rinascita del calcio nella città dei due mari è legata ai fratelli Sebastiano e Vito Ladisa, proprietari della holding Finland. I Ladisa avrebbero già esperienza nel settore calcistico, avendo gestito in passato la Virtus Locorotondo a Monopoli. Il gruppo Finland opererebbe nel settore della ristorazione collettiva e commerciale, con circa 4mila dipendenti e la somministrazione di oltre 35 milioni di pasti all’anno in strutture pubbliche e private.
Il percorso del Taranto
Il calcio a Taranto avrebbe ripreso con una nuova società gestita dai fratelli Ladisa a seguito di una manifestazione d’interesse per il campionato di Eccellenza 2025/2026. Nel gennaio 2026, a seguito di una sconfitta esterna, Vito Ladisa avrebbe annunciato le sue dimissioni dalla carica di presidente per motivi personali, affidando il timone della società al fratello Sebastiano.
