È pugliese uno dei siti archeologici più antichi d’Europa, ma raggiungerlo è solo per pochi

Che la Puglia custodisse uno dei segreti più antichi della storia umana lo sapevamo da tempo. Naturalmente anche in questo campo le valutazioni sono soggettive, ma anche solo davanti a una scheggia di selce vecchia di un milione e mezzo di anni è impossibile non restare a bocca aperta. Questo gioiello dell’entroterra pugliese in provincia di Foggia di recente ha ottenuto anche un importante riconoscimento internazionale a livello ufficiale. Stiamo parlando infatti delle ricerche e delle pubblicazioni scientifiche curate dall’Università di Ferrara e dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia, in collaborazione con le Università di Firenze, Roma “La Sapienza” e Torino: una valutazione sui giacimenti preistorici più antichi al mondo basata su decenni di scavi sistematici e datazioni biocronologiche validate dalla comunità scientifica internazionale. Indovinate un po’ qual è la posizione di Pirro Nord? Stabilmente nella ristretta cerchia dei siti paleolitici più antichi del pianeta, dietro solo a giganti come Olduvai in Tanzania e Dmanisi in Georgia. Questo vuol dire che per i ricercatori questo angolo di Capitanata sarebbe il più antico insediamento umano d’Europa e una delle più importanti testimonianze paleolitiche al mondo, niente male come risultato. A questo punto allora non resta che scoprire qualcosa di più su questo luogo così apprezzato anche a livello mondiale.

Indice dei contenuti

  • Pirro Nord, il sito archeologico più antico d’Europa
    • Un giacimento che racconta l’origine dell’Europa
  • Come arrivare a Pirro Nord

Pirro Nord, il sito archeologico più antico d’Europa

Siamo nel comune di Apricena, in provincia di Foggia, ai piedi del Gargano, dove si nasconde questa testimonianza unica riconosciuta a livello mondiale. Tornando ai riconoscimenti, non c’è però solo Pirro Nord a essere rappresentato. Difatti, non a caso, nei siti preistorici italiani più importanti tre sono pugliesi: Pirro Nord ad Apricena con i suoi 1,5 milioni di anni, la Grotta del Cavallo nel Salento con i denti più antichi di Homo sapiens mai trovati in Europa, mentre Altamura con il celebre Uomo di Altamura completa il trittico regionale. Vediamo allora cos’ha di tanto speciale Pirro Nord.

Un giacimento che racconta l’origine dell’Europa

Pirro Nord ha il nome che deriva dalla località omonima della contrada in cui si trova, all’interno di una cava di Pietra di Apricena ancora oggi attiva industrialmente; fra il bianco accecante del calcare e il rosso bruno dei reperti fossili si nasconde un reticolo di fessure carsiche che ha conservato migliaia di tracce di un mondo perduto, che i ricercatori chiamano “la porta d’Europa” con un rispetto quasi sacro. O meglio, ciò che viene definito così: un giacimento paleolitico di età compresa tra 1,3 e 1,7 milioni di anni — con la datazione più accreditata che si attesta intorno a 1,5 milioni di anni fa — capace di aver riscritto la storia stessa della colonizzazione dell’Europa, sostenendo l’ipotesi del cosiddetto “Corridoio Levantino” che metterebbe in discussione la tesi storica dell’arrivo da Gibilterra. La conformazione del sito, racchiuso dentro una cava industriale che produce ancora oggi la Pietra di Apricena, non impedisce di scavarlo in profondità: ad oggi sono stati portati alla luce oltre 300 strumenti in selce di industria olduvaiana, ossa appartenenti a 20 specie di anfibi e rettili, 47 specie di uccelli e più di 40 specie di mammiferi del Pleistocene inferiore. Pirro Nord è semplicemente unico, tant’è che ogni anno arrivano da tutta Europa archeologi e paleontologi che si calano con imbraghi e corde tra le pareti bianche della cava per portare avanti gli scavi, mentre sui costoni del Gargano vola il falco lanario, uno dei rapaci più rari del Mediterraneo. Cosa hanno in comune i siti preistorici più antichi del mondo? Ciò che, come potete immaginare, non lascia dubbi.

Come arrivare a Pirro Nord

Anche guardando una foto di questo luogo straordinario, dopo lo stupore iniziale per le testimonianze ritrovate subito una domanda sorge spontanea: come arrivare a Pirro Nord? Questo sito infatti sembra un angolo nascosto dentro una cava di pietra calcarea, lontano dalle vie del turismo tradizionale e dalle grandi rotte balneari pugliesi.

Il modo più semplice così è raggiungere Apricena via auto. Da Foggia si arriva con la statale 89 in circa 40 minuti, mentre chi dovesse partire da altre città allora può puntare sull’autostrada A14 uscita Poggio Imperiale oppure su San Severo da cui si percorrono pochi chilometri sulla strada provinciale 37. Spesso l’Università di Ferrara e le associazioni locali propongono visite guidate al sito di scavo nei periodi delle campagne archeologiche estive (in genere luglio-agosto), ma volendo si possono concordare appuntamenti diretti contattando il Comune di Apricena al numero 800.767.606.

A Pirro Nord però ci si arriva al sito di scavo vero e proprio tramite un percorso interno alla cava che parte dal piazzale del fronte di estrazione. Si tratta di una vera e propria escursione tecnica: ci sono diverse decine di metri di calata in cui ci si serve di imbrachi e corde per accedere alle sezioni più profonde dove gli archeologi lavorano sospesi tra le rocce. Se l’andata è in discesa controllata, al ritorno c’è da risalire al livello del piano cava sotto un sole di Capitanata che d’estate, tra le pareti bianche del calcare, diventa implacabile. Insomma, visitare il sito archeologico più antico d’Europa non è per tutti: sia via mezzi sia via accesso tecnico non è semplice, però ogni sforzo — fisico oppure logistico — ripaga la fatica con un’esperienza che resta nella memoria.

Lascia un commento