La fortezza aragonese di Taranto non è stato solo un basamento di pietre e cemento: il Castello ha ospitato eventi che ne hanno scandito la storia e trasformato il suo ruolo nel corso dei secoli. Se la struttura viene solitamente ricordata come impresa architettonica, è nei fatti che si nascondono le curiosità più affascinanti.
L’assalto turco del 1594: il momento cruciale della difesa
Nel 1594, il Castello Aragonese affrontò una prova decisiva. La flotta comandata dall’ammiraglio turco Cicala mise a repentaglio la fortezza, ma le difese si rivelarono efficaci. Il castello respinse con successo questo attacco, rappresentando uno dei momenti più critici della sua storia militare. Questo non fu un evento isolato: le minacce da parte dei Turchi erano costanti lungo tutta la costa ionica, tanto che la ricostruzione stessa della fortezza nel 1487-1492 era avvenuta proprio per adeguarsi alle nuove minacce di invasione ottomana. Il fossato progressivamente ampliato dagli Aragonesi e dagli Spagnoli, che raggiunse una larghezza di 63 metri, rappresentava una continuazione di questi sforzi difensivi.
La ribellione di Giovan Donato Altamura nel 1648
Ma il Castello non dovette affrontare soltanto nemici esterni. Nel 1648, fu teatro della ribellione di Giovan Donato Altamura, un evento interno che mise alla prova ancora una volta le difese della fortezza. Il fallimento di questo tentativo di sollevazione dimostrò l’efficacia militare della struttura, ormai perfezionata dalle successive modifiche costruttive.
La prigionia di Alexandre Dumas: storia che ispirò un capolavoro
Se gli attacchi turchi rappresentano la gloria difensiva del Castello, la vicenda del generale francese Alexandre Dumas costituisce la piega più romantica della sua storia. Nel 1799, dopo la campagna d’Egitto, Dumas navigava sulla corvetta La Belle Maltaise verso l’Italia, quando una tempesta costrinse la nave a cercare riparo nel porto di Taranto. I Borbone, al potere al momento, videro nel generale francese un nemico politico e lo arrestarono, facendolo prigioniero nel Castello Aragonese. Trascorse 16 mesi in una cella, tra il 1799 e il 1800, sottoposto a numerose torture dal castellano marchese Della Schiava. Un’esperienza tanto traumatica da influenzare profondamente il suo capolavoro letterario, il Conte di Montecristo, dove il tema della prigionia ingiusta diventa centrale nel romanzo.
Dalla funzione militare alla conversione carceraria
Come curiosità storica, va notato che il Castello fu convertito a prigione ufficialmente solo nel 1707, quando passò sotto il controllo degli Asburgo. Da quel momento, per quasi due secoli, la fortezza divenne uno strumento di repressione politica. Durante l’epoca napoleonica, il castello tornò alle sue funzioni militari originarie, ma il passaggio avanti e indietro tra i ruoli testimonia come la struttura sia stata adattata alle necessità politiche dei vari regimi che si susseguirono nel Regno di Napoli.
Gli scavi archeologici e i ritrovamenti
Gli eventi storici significativi lasciano tracce fisiche. Durante i lavori di restauro iniziati nel 2003 dalla Marina Militare, sono emersi reperti interessanti legati agli eventi del passato. Sono state rinvenute monete risalenti all’epoca di Federico II e persino una moneta riferibile al periodo della prigionia di Dumas. Questi piccoli oggetti confermano la stratificazione di vicende che il Castello ha attraversato nei secoli, dalle dominazioni normanne a quella aragonese, fino agli episodi più recenti.
