A distanza di sei mesi dall’evento, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini di 28 e 26 anni, entrambi di Manduria e già noti alle forze dell’ordine. Il provvedimento sarebbe stato emesso dal Gip del Tribunale di Taranto su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito delle indagini relative alla rapina avvenuta l’11 novembre scorso in un supermercato della città messapica.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due avrebbero pianificato con cura l’azione criminale. Fondamentali si sarebbero rivelate le immagini dei sistemi di videosorveglianza del supermercato e delle aree circostanti, che avrebbero consentito di individuare l’autovettura utilizzata per la fuga, risultata rubata poche ore prima a un parroco del posto.
L’analisi dei filmati avrebbe fornito elementi cruciali agli investigatori. La corporatura, l’andatura e alcuni dettagli dell’abbigliamento avrebbero indirizzato i sospetti verso due pregiudicati del luogo, già conosciuti per precedenti episodi criminali. Ulteriori riscontri sarebbero emersi dalle perquisizioni domiciliari, durante le quali gli agenti avrebbero sequestrato indumenti e calzature che sarebbero stati utilizzati durante la rapina.
L’auto impiegata per la fuga sarebbe stata ritrovata il giorno successivo in una zona rurale e successivamente restituita al legittimo proprietario.
Un aspetto significativo riguarda le condizioni dei due arrestati al momento della notifica dell’ordinanza. Secondo quanto ricostruito, uno dei due, un 26enne, sarebbe già detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce per reati di rapina, violenza sessuale, sequestro di persona e furto risalenti a gennaio. L’altro destinatario della misura cautelare sarebbe stato intercettato in regime di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e arrestato.
L’attività investigativa, condotta dagli agenti del Commissariato di Manduria sotto il coordinamento della Procura, sarebbe scattata immediatamente dopo il colpo, permettendo agli inquirenti di raccogliere elementi determinanti nonostante i sei mesi trascorsi.
