La provincia di Taranto si ritrova nuovamente al centro di una crisi occupazionale. Sette addetti alla guardiania notturna delle stazioni ferroviarie di Taranto-Galeso e Martina Franca rischerebbero di restare senza lavoro a partire dal 31 maggio, a seguito della rescissione dell’appalto da parte di Ferrovie del Sud Est.
La manovra, scaturita dalla decisione di Ferrovie del Sud Est di rescindere i contratti d’appalto con le aziende Co & Co e Csf, avrebbe conseguenze ben più ampie del previsto. Secondo quanto segnalato dalla Filcams Cgil di Taranto, il provvedimento sarebbe destinato a colpire complessivamente 35 lavoratori in tutta la Puglia, toccando anche le province di Bari, Brindisi e Lecce.
I guardiani notturni svolgevano mansioni delicate e strategiche. Gli operatori interessati si occupavano della vigilanza dei binari, di ronde notturne e della prevenzione di atti vandalici, compiti svolti spesso in scali periferici e isolati. Per questi lavoratori, il contratto d’appalto garantiva uno stipendio di circa 800 euro al mese.
La vertenza ha già attirato l’attenzione dei sindacati e della politica regionale. La Filcams Cgil avrebbe investito della questione l’Arpal e la Task force regionale per l’occupazione, con l’obiettivo di spingere gli assessori regionali ai Trasporti e al Lavoro a intervenire tempestivamente per attivare le clausole sociali, nel tentativo di ricollocare il personale.
La scelta di FSE assume ancora maggiore significato in un contesto in cui il territorio ionico accumula già difficoltà occupazionali, con potenziali rischi di vandalismo e danneggiamento delle infrastrutture ferroviarie.
