Taranto – Un cigno nero sarebbe stato afferrato per il collo da un bagnante nelle acque del fiume Cervaro, in un episodio che avrebbe coinvolto due persone. La scena sarebbe stata ripresa e pubblicata come storia Instagram.
L’assessora all’Ambiente del Comune di Taranto, Fulvia Gravame, avrebbe condiviso il video sui social per condannare il comportamento. Il fiume Cervaro, breve corso d’acqua sorgivo e carsico, sfocia nel Mar Piccolo, un ambiente naturale di particolare rilevanza ecologica.
L’episodio assume significato considerando la rarità della specie. Dalle immagini di precedenti avvistamenti nel Mar Piccolo si noterebbe un anello identificativo alla zampa, dettaglio che suggerirebbe un esemplare proveniente da un allevamento o da un parco privato. Esemplari sarebbero stati avvistati negli ultimi giorni nei porti di Bari, Taranto e Trani, confermando una presenza già documentata da oltre dieci anni sul territorio regionale, in particolare nell’area del lago di Lesina.
Il cigno nero, originario dell’Australia, è una specie introdotta in diversi Paesi europei soprattutto a scopo ornamentale; in alcuni casi, esemplari allevati in parchi e laghi artificiali riescono ad adattarsi agli ambienti naturali circostanti.
Le acque del Mar Piccolo rappresentano un ecosistema delicato, tra le zone più importanti dal punto di vista idrogeologico, ecologico e storico della regione. Il WWF monitora costantemente una popolazione semi-stanziale di tartarughe Caretta caretta in quest’area.
Secondo quanto ricostruito, l’assessora Gravame avrebbe richiesto alla Polizia Locale di individuare i responsabili dell’accaduto. L’episodio riaccende l’attenzione sulla necessità di maggiore consapevolezza e rispetto verso la fauna presente nelle acque tarantine, specie in ambienti naturali protetti.
