Il Tribunale del Riesame di Taranto avrebbe confermato la detenzione negli istituti penali dei quattro minori coinvolti nella morte di Bakari Sako, il 35enne bracciante originario del Mali deceduto all’alba del 9 maggio nella città vecchia, in piazza Fontana. Secondo quanto ricostruito, la difesa avrebbe chiesto la sostituzione delle misure detentive con il trasferimento in comunità o, in subordine, gli arresti domiciliari, ma le richieste sarebbero state respinte.
Gli indagati
Risulterebbero coinvolti sei persone: un 15enne indicato come responsabile della morte, un altro 15enne, due 16enni, il 20enne Fabio Sale e il 22enne Cosimo Colucci. Per tutti l’accusa sarebbe di omicidio volontario. I quattro minorenni sarebbero attualmente detenuti negli istituti penali minorili di Bari e Lecce.
La ricostruzione giudiziaria
Il tribunale, presieduto dal giudice Patrizia Famà e a latere Serena Gentile, avrebbe confermato la ricostruzione della procuratrice dei minorenni, Daniela Putignano. Dall’analisi dei filmati emergerebbe una condotta gravemente sprezzante della vita altrui, secondo quanto ricostruito dagli investigatori.
I fatti della mattina del 9 maggio
Bakari Sako avrebbe preparato lo zaino e inforcato la bicicletta per recarsi in stazione, dove l’avrebbe parcheggiata prima di salire su un treno regionale in direzione di Massafra per il suo lavoro nei campi. Secondo le ricostruzioni, alle 05.22 sarebbe comparso nelle inquadrature di piazza Fontana e sarebbe stato raggiunto poco dopo dai ragazzi. La vittima avrebbe tentato di fuggire verso un bar della zona, dove sarebbe stata raggiunta e accoltellata prima di essere trascinata nel punto dove sarebbe stata ritrovata dai sanitari.
Il titolare del bar indagato
Dalle indagini emergerebbe che il proprietario del bar avrebbe allontanato l’uomo senza allertare le forze dell’ordine. Per questo motivo risulterebbe indagato per favoreggiamento nei confronti di Cosimo Colucci, 22enne, uno dei due maggiorenni tra i sei giovani coinvolti.
Prossimi sviluppi
Una nuova udienza è fissata per il 4 giugno per i due maggiorenni coinvolti. La difesa avrebbe chiesto l’annullamento delle misure cautelari, sostenendo l’assenza di un ruolo attivo nel fatto.
Le indagini starebbero seguendo una pista legata al possibile movente di matrice razziale, secondo quanto confermato dalle autorità investigative.
