Taranto non può più vivere di sola sopravvivenza: l’appello di Casartigiani

La crisi della sopravvivenza continua

Secondo la direttrice di Casartigiani Taranto, Rosita Gairacuni, quando una comunità vive a lungo nella precarietà perde inevitabilmente fiducia nel futuro, e questo rappresenta oggi il danno più grave per il territorio. È una constatazione che va oltre i numeri occupazionali: tocca la sfera psicologica e sociale, quella che trasforma i territori in luoghi dove i lavoratori, le imprese, le famiglie e i giovani troppo spesso immaginano il proprio futuro lontano da Taranto.

Il territorio è rimasto intrappolato dentro logiche di sopravvivenza collettiva, nelle quali ogni soggetto ha finito per difendere il proprio equilibrio, una dinamica che ha visto il territorio continuare a vivere una condizione di forte fragilità economica e sociale.

La contrapposizione tra i soggetti economici

Negli anni il territorio è rimasto intrappolato dentro logiche di sopravvivenza dove la politica ha cercato il consenso, il sistema industriale la continuità produttiva, i sindacati il lavoro e le tutele, le organizzazioni il proprio spazio di rappresentanza, le imprese la propria sostenibilità economica. Una domanda ricorrente risuona negli spazi di Casartigiani: dopo anni di emergenze e contrapposizioni, chi ha realmente vinto? Sicuramente non il territorio, che continua a vivere una condizione di forte fragilità economica e sociale.

Le micro e piccole imprese come ultimo presidio

In un’area complessa e segnata dalla crisi della grande industria come quella tarantina, la tenuta delle piccole attività rappresenta spesso l’ultimo presidio sociale ed economico per l’intera comunità. Eppure tra il dipendente e la busta paga, c’è un sistema produttivo fatto di artigiani e famiglie che affrontano quotidianamente costi di gestione e oneri fiscali gravosi.

A sottolinearlo è la stessa direttrice: dietro una microimpresa non ci sono multinazionali o grandi gruppi industriali, ma famiglie e imprenditori che ogni giorno si assumono enormi responsabilità, e quando un artigiano paga uno stipendio, sostiene anche contributi, sicurezza sul lavoro, TFR, ferie, tredicesime, bollette, tasse e costi burocratici sempre più elevati.

Il Patto per il lavoro sostenibile

Di fronte a questa situazione, per garantire la sopravvivenza del tessuto economico, Casartigiani avanza la proposta di un nuovo patto per il lavoro sostenibile che prevede il taglio del cuneo fiscale per abbassare il costo del lavoro, agevolazioni e crediti d’imposta per le aziende che assumono o aumentano gli stipendi, una decisa semplificazione burocratica e un supporto specifico per le aree in crisi industriale.

Il monito della direttrice riassume l’urgenza di un cambio di prospettiva, ricordando che accanto al tema del lavoro povero esiste anche il tema delle imprese impoverite, e solo mettendo le aziende in condizione di investire si può difendere in modo concreto l’occupazione sul territorio.

La situazione economica della provincia

La provincia di Taranto registra una crescita molto più contenuta rispetto alle altre province pugliesi, attorno allo 0,35%, e affronta sfide più complesse. Le cause sono molteplici: tra le problematiche più rilevanti, che frenano l’imprenditoria, c’è la difficoltà di accesso al credito, aggravata dalle tensioni geopolitiche e dalla congiuntura economica globale, che ha portato le banche a restringere ulteriormente le condizioni di finanziamento.

A Taranto stiamo assistendo a un forte aumento delle richieste di strumenti di sostegno al reddito, sia ordinari che straordinari, come la cassa integrazione, segno di una situazione economica locale che merita un’attenzione particolare, e il peso della questione Ilva e del contesto industriale tarantino continua a incidere sul tessuto artigianale.

L’appello alle istituzioni

Per Casartigiani, Taranto non ha bisogno di salvatori, ma di una comunità dirigente capace di costruire insieme una direzione seria, credibile e concreta per il territorio, e il percorso di confronto avviato in questi giorni può rappresentare un primo passo importante in questa direzione.

Casartigiani Puglia ritiene necessario istituire un tavolo di crisi e di sviluppo permanente per Taranto, coinvolgendo i parlamentari ionici, la Provincia, il Comune di Taranto e la Regione Puglia. Non bastano i proclami, insistono dalla Confederazione autonoma: servono interventi reali, capaci di produrre effetti misurabili sull’economia territoriale, e le PMI non chiedono slogan, ma condizioni che permettano loro di continuare a lavorare, investire e creare occupazione.

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