Il Tribunale del Riesame di Taranto avrebbe confermato la detenzione negli istituti penali dei quattro minori coinvolti nell’inchiesta sulla morte di Bakari Sako, il 35enne bracciante originario del Mali deceduto all’alba del 9 maggio nella città vecchia, in piazza Fontana. La decisione, secondo quanto ricostruito, rappresenterebbe un passaggio importante nell’inchiesta che ha interessato la comunità tarantina per le circostanze dei fatti e la giovane età dei soggetti coinvolti.
La ricostruzione secondo l’accusa
Secondo la ricostruzione della Procura, il gruppo avrebbe intercettato la vittima mentre si recava al lavoro in bicicletta. Dopo un’aggressione fisica, uno dei minori avrebbe accoltellato Bakari Sako all’addome e al torace, causando ferite che si sarebbero rivelate fatali. La vittima avrebbe cercato di rifugiarsi nei pressi di un bar della zona.
Bakari Sako sarebbe stato soccorso alle 5.34 e il decesso sarebbe stato dichiarato alle 7.07 dopo i tentativi di rianimazione. Le modalità dell’aggressione, secondo quanto documentato dalle telecamere di videosorveglianza del centro storico, avrebbero rivelato una sequenza di violenza con caratteri particolari.
La decisione del Riesame
La difesa, composta dagli avvocati Pasquale Blasi, Fabio Falco, Andrea e Salvatore Maggio, avrebbe chiesto la sostituzione delle misure detentive con il trasferimento in comunità o gli arresti domiciliari. Il tribunale, presieduto dal giudice Patrizia Famà e a latere Serena Gentile, avrebbe confermato la ricostruzione della procuratrice dei minorenni, Daniela Putignano.
Secondo quanto riferito, i difensori avrebbero sostenuto che la confessione di uno dei minori potesse attenuare le esigenze cautelari, mentre gli altri tre non si sarebbero accorti delle coltellate. Le richieste di misure alternative sarebbero state rigettate dal collegio.
La situazione attuale
I quattro minorenni, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, sarebbero attualmente detenuti negli istituti penali minorili di Bari e Lecce. Secondo le indagini della Squadra mobile, guidata dal vice questore Antonio Serpico, uno dei minori avrebbe inferto le coltellate risultate fatali. I quattro sarebbero stati arrestati l’11 maggio.
L’inchiesta coinvolgerebbe anche due giovani maggiorenni (il 20enne Fabio Sale e il 22enne Mimmo Colucci) attualmente detenuti nel carcere di Taranto, per i quali erano previste ulteriori udienze.
