Martina Franca DOC: il vino bianco che racconta la Valle d’Itria

Il Martina Franca DOC rappresenta uno dei gioielli enologici della Puglia, un vino bianco che non è soltanto un prodotto, ma un racconto del territorio della Valle d’Itria. Questa denominazione di origine controllata, ufficialmente riconosciuta nel giugno del 1969, è una delle più antiche della regione e testimonia come la tradizione viticola di questa terra affonda le radici in tempi antichissimi.

Un patrimonio millenario: le origini del vino a Martina Franca

La storia vinicola di Martina Franca non è una storia recente. Benché la denominazione moderna risalga al 1969, la tradizione del vino nella zona ha radici che si spingono indietro di migliaia di anni. Il termine stesso “mir”, usato esclusivamente in Puglia per indicare un vino schietto e sincero, era già utilizzato dall’antica popolazione Apula dei Iapigi e dei Messapi, insediatisi nella Puglia meridionale nell’XI secolo a.C. Questo vocabolo, tradotto dai latini in “merum”, rivela quanto antica sia la consapevolezza qualitativa attorno alla produzione del vino in questa regione.

Durante l’epoca della Magna Grecia, i vini prodotti nel territorio della Valle d’Itria godevano di una fama commerciale straordinaria, superando quella che avrebbero poi mantenuto fino a pochi decenni fa. In particolare, attorno all’insediamento greco e poi romano di Egnazia, era presente una viticoltura con autonomia propria, dove era diffuso il vitigno Bianco d’Alessano. Ricerche archeologiche hanno identificato nei vari porti della regione cisterni destinate a contenere vino che poi era caricato in anfore con destinazione su tutte le rotte mediterranee.

Il territorio: paesaggio e terroir della Valle d’Itria

Il paesaggio dove nasce il Martina Franca DOC è unico in Italia. È caratterizzato da residui boschi di querceti e leccio misti a vegetazione spontanea mediterranea, e più recentemente da tipici muretti a secco che delimitano i vigneti. La pietra, in simbiosi con la vite, è parte integrante della Valle d’Itria e ne costituisce l’immagine visiva con i famosi trulli.

Il terroir è fondamentale per comprendere le caratteristiche del vino. I terreni della zona sono calcareo-argillosi, ricchi di potassio ma poveri di sostanza organica. Questa composizione, che rende difficile l’utilizzo intensivo di altre colture, è invece perfetta per una vitivinicoltura di qualità. I terreni sono caratterizzati da un elevato scheletro e presentano le classiche terre rosse derivate dalla dissoluzione delle rocce calcaree. L’altitudine delle aree coltivate varia tra 280 e 418 metri sul livello del mare, creando condizioni microclimatiche particolari.

Il clima mediterraneo della zona è caratterizzato da estati molto calde, sempre ventilate e mitigate dalla presenza delle brezze del mare. L’insolazione rimane ottima anche nei mesi di settembre e ottobre, permettendo alle uve di maturare lentamente e completamente, contribuendo alle particolari caratteristiche organolettiche del vino.

I vitigni protagonisti: Verdeca e Bianco d’Alessano

Il Martina Franca DOC è un vino costruito su una base ampelografica ben definita: Verdeca dal 50 al 65% e Bianco d’Alessano dal 35 al 50%. Sono ammesse anche altre tre varietà locali in piccole quantità (massimo 5%), come Fiano, Bombino bianco e Malvasia Toscana, una possibilità che era particolarmente importante quando il disciplinare fu redatto nel 1969, epoca in cui molti vigneti erano vecchi e la distribuzione dei vitigni non era omogenea come negli impianti moderni.

La Verdeca è un vitigno presente soprattutto nell’area di Gravina e della Valle d’Itria, ed è stata storicamente la varietà di uva bianca più diffusa in Puglia. Il Bianco d’Alessano, invece, è una varietà autoctona coltivata soprattutto in provincia di Taranto, rimasta per lungo tempo piuttosto marginale nel vigneto pugliese. La scelta di questi due vitigni non è casuale: il Verdeca vuole terreno fresco e profondo del fondovalle e fornisce al vino il profumo e il sapore, mentre il Bianco d’Alessano, più rustico, vegeta sui crinali poveri e contribuisce stoffa e corpo al vino finale. Insieme costituiscono la formula per produrre questo splendido vino bianco.

La tradizione vuole che questi vitigni vengano vinificati in uvaggio, valorizzando l’antica consuetudine. Tuttavia, non mancano produzioni in purezza che ne valorizzano le peculiarità di finezza ed eleganza.

Caratteristiche organolettiche e profilo sensoriale

Il Martina Franca DOC fermo si presenta con un colore giallo verdolino o giallo paglierino chiaro. Al naso esprime un profumo vinoso, delicato, caratteristico e gradevole, con delicati aromi floreali, di mela, frutta bianca e una tipica nota di mandorla. Al palato è armonioso, di medio corpo, con buona freschezza e finale piacevolmente sapido. Tutte caratteristiche che lo rendono perfetto per accompagnare la cucina di mare del territorio.

Anche in versione spumante, il vino mantiene il suo carattere distintivo. Lo spumante presenta una spuma fine e persistente, con un colore giallo con riflessi verdolini o giallo paglierino con eventuali riflessi dorati. Il profumo è fragrante, complesso e caratteristico della rifermentazione, mentre il sapore è fresco, sapido e fine, con un’armonia che può variare dal secco delicato fino al dolce.

I parametri tecnici sono definiti dal disciplinare: il titolo alcolometrico minimo è del 10%, con una resa massima dell’uva in vino non superiore al 70%. L’estratto secco netto minimo è di 14 grammi per litro.

La zona di produzione delimitata

La zona di produzione del Martina Franca DOC è precisamente delimitata dal disciplinare e comprende gli interi territori dei comuni di Martina Franca, Crispiano, Alberobello (compresa la frazione del comune di Castellana Grotte ricadente nel territorio di Alberobello) e parte del territorio comunale di Ceglie Messapico e Ostuni. Tutti questi comuni si distribuiscono tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, formando un’area circolare attorno all’omonimo comune di Martina Franca, che si trova a 16 chilometri nell’entroterra della costa adriatica.

Come visitare le cantine e degustare

Coloro che desiderano scoprire personalmente il Martina Franca DOC possono visitare le varie cantine del territorio, dove è possibile degustare il vino e acquistare bottiglie da portare a casa. Tra le cantine storiche da visitare vi è la Cantina Sociale di Martina Franca, fondata nel 1959 e che conta oltre 400 soci, la Cantina I Pastini, che produce vini biologici da uve coltivate secondo i metodi tradizionali, e la Cantina D’Alfonso del Sordo, che produce vini da uve selezionate con cura.

Il vino Martina Franca DOC si serve a una temperatura di 8-10°C, così da esaltare le sue caratteristiche di freschezza e finezza. È perfetto come aperitivo, ma accompagna straordinariamente piatti di pesce, frutti di mare, formaggi freschi e insalate estive, rinsaldando il legame tra il vino e la cucina locale.

Un vino bianco di tradizione e qualità

Il Martina Franca DOC non è soltanto un vino: è una testimonianza di come l’intervento dell’uomo nel particolare territorio abbia tramandato nel corso dei secoli tradizionali tecniche di coltivazione della vite e pratiche enologiche, che nell’epoca moderna e contemporanea sono state migliorate e affinate grazie al progresso scientifico. Chi sceglie di bere un Martina Franca DOC sceglie un vino che ha una storia da raccontare, che parla della Valle d’Itria, dei suoi terreni, del suo clima, e delle generazioni di viticoltori che hanno saputo valorizzare le caratteristiche uniche di questo territorio.

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