Il Segretario generale della Uilm Rocco Palombella avrebbe lanciato l’allarme dal 18° Congresso Nazionale della Uilm che si apre oggi a Bari, intitolato ‘Intelligenza Umana: governare il cambiamento, proteggere l’occupazione’. Secondo quanto sostenuto dal sindacalista, il settore metalmeccanico italiano sarebbe “in codice rosso, travolto da una tempesta perfetta e da una desertificazione crescente”.
I numeri della situazione: la metalmeccanica italiana rappresenterebbe il 61% delle crisi aperte al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per un totale di 45 tavoli aperti, con oltre 50mila lavoratori interessati tra diretti e indiretti. Si tratterebbe di dati che fotografano una situazione particolarmente grave nel settore della trasformazione dei metalli.
Secondo le analisi sindacali, il prezzo dell’energia elettrica costerebbe alle imprese italiane l’80% in più rispetto ai concorrenti europei. Il calo medio della manifattura negli ultimi 3 anni sarebbe del 9%, mentre i settori energivori registrerebbero cali più significativi: la ceramica -25%, fonderie -20%, macchine per agricoltura -29%, macchine per il tessile -42%, fabbricazione di auto -38%, chimica -14%.
Per il territorio tarantino questi dati assumerebbero un significato ancora più rilevante considerando la vocazione industriale della città e della provincia. Lo stabilimento siderurgico dell’ex Ilva rimane al centro delle difficoltà strutturali della regione, mentre la filiera metalmeccanica pugliese vivrebbe le stesse pressioni. La perdita di competitività energetica e l’incertezza normativa colpirebbero direttamente le piccole e medie imprese della provincia che dipendono dal settore della trasformazione dei metalli.
Il Congresso Uilm rappresenterebbe un momento decisivo per il sindacato metalmeccanico, che chiede al Governo e all’Europa risposte concrete: un piano straordinario di investimenti per ricerca e sviluppo di prodotti sostenibili e un piano nazionale che definisca l’energia come infrastruttura strategica.
