La Corte di Cassazione avrebbe respinto il ricorso presentato da Acciaierie d’Italia contro il mancato dissequestro dell’impianto interessato dall’incendio del maggio 2025. L’Altoforno 1 dell’ex Ilva di Taranto rimarrebbe sotto sequestro. La decisione della quarta sezione penale della Suprema Corte, resa nota il 13 giugno, rappresenterebbe un punto di svolta significativo per il futuro dell’acciaieria tarantina.
Il ricorso dell’azienda
Secondo quanto ricostruito, l’ex Ilva si era appellata alla Cassazione ritenendo il mantenimento del sequestro dell’altoforno illegittimo in quanto contrario ai principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità della misura cautelare. L’azienda avrebbe sostenuto che, essendo il sequestro probatorio, le attività di indagine dovessero concludersi nel più breve tempo possibile, evidenziando come gli accertamenti tecnici sull’impianto si sarebbero conclusi ad aprile.
L’incendio e il sequestro
Il provvedimento sarebbe stato disposto dopo il rogo sviluppatosi all’interno dell’impianto, episodio che secondo gli inquirenti avrebbe reso necessari approfonditi accertamenti tecnici per chiarire le cause e verificare le condizioni di sicurezza. L’incendio nella tubiera dell’Altoforno 1 avrebbe portato al sequestro probatorio senza facoltà d’uso da parte della Procura di Taranto.
La linea della magistratura tarantina
La Suprema Corte avrebbe confermato la linea già adottata dalla Procura di Taranto e dal giudice per le indagini preliminari Mariano Robertiello, che a febbraio avrebbe mantenuto il sequestro probatorio. La magistratura tarantina avrebbe ritenuto il proseguimento delle investigazioni indispensabile.
Conseguenze per la produzione
Attualmente, al momento della decisione, dei tre altiforni dell’impianto sarebbe in funzione uno solo, con una produzione limitata. Dal dissequestro dell’altoforno dipenderebbe la possibilità per il siderurgico di Taranto di tornare a un assetto regolare nei prossimi mesi, considerando che servirebbero almeno 8 mesi per il ripristino funzionale dell’impianto. La situazione economica dello stabilimento tarantino rimane critica.
I prossimi passi
Le motivazioni della sentenza sarebbero depositate entro 30 giorni. Successivamente, Acciaierie d’Italia valuterebbe eventuali iniziative da intraprendere. Nel frattempo, l’Altoforno 1 rimarrebbe indisponibile e sottoposto ai vincoli imposti dall’autorità giudiziaria.
