Chiesa di San Francesco: un capolavoro del Rinascimento francescano a Manduria

La Chiesa di San Francesco di Manduria è un importante monumento religioso costruito tra il 1474 e il 1483 per volontà di Padre Luca da Lecce. Ubicata in Piazza Vittorio Emanuele II (o Piazza San Francesco), la chiesa e il convento adiacente rappresentano un capolavoro dell’architettura francescana salentina, ricchi di opere d’arte barocche e dotati di elementi architettonici unici nel panorama ecclesiastico manduriano.

Le origini: dalla fondazione al completamento

Il convento di San Francesco nacque il 15 giugno 1474, quando Papa Sisto IV, rispondendo alla volontà del popolo di Casalnuovo (nome storico di Manduria fino al XVIII secolo), emise il Breve “Piis Votis” che autorizzava l’apertura di un convento dei Frati Osservanti. Quel giorno memorabile, su una piazzetta un tempo parte del largo Osanna, venne piantata la Croce su una grossa colonna per segnare l’inizio della costruzione. La chiesa fu completata tra il 1474 e il 1483 sotto la guida di Padre Luca da Lecce, che dimostrò grande visione nel creare una struttura destinata a diventare uno dei complessi francescani più significativi della Puglia.

Trasformazioni e ampliamenti nel XVI e XVII secolo

Nel corso dei secoli, la Chiesa di San Francesco ha subito significativi rifacimenti. Nel 1592, per concessione di Papa Clemente VIII, la chiesa e il convento passarono ai Frati Riformati, che apportarono sostanziali modifiche per renderli più consoni alle esigenze dell’ordine. Fu il padre Ludovico Omodei, originario di Casalnuovo e definitore dell’ordine, a occuparsi dell’ingrandimento della chiesa, che venne sopraelevata e illuminata da nove finestre laterali e da un grande finestrone centrale. Questi interventi trasformarono significativamente l’assetto interno e permisero una migliore illuminazione naturale dell’edificio.

Architettura e elementi distintivi

Il complesso ecclesiastico si articola in diverse componenti architettoniche di grande pregio. A sud-est della chiesa si trova il chiostro inferiore, di stile tardo rinascimentale, un esempio di perfetta armonia architettonica caratterizzato da robuste colonne poligonali terminanti con capitelli a fiori sui quali si poggiano cinque ogive gotiche. Intorno al 1680 fu costruito un secondo chiostro superiore con archi a tutto sesto su massicce colonne quadrate. La chiesa è accompagnata da un campanile barocco risalente al XVIII secolo, su cui sono presenti tre campane.

Capolavori artistici all’interno

L’interno della chiesa conserva opere d’arte di straordinario valore storico-artistico, collocabili tra la seconda metà del XVII e la prima metà del XVIII secolo. Tra le pitture notevoli figurano opere di Giovanni Bernardino Azzolino, noto pittore del XVI secolo. Di particolare pregio è il coro inferiore della chiesa, dotato di stalli lignei intarsiati con eleganza e armonia, un manufatto di grande valore che rappresenta un’opera unica in tutta la Puglia.

Gli altari laterali, sei in totale, sono dedicati a differenti santi e decorati con sculture lignee e in cartapesta realizzate tra la seconda metà del XVII e la prima metà del XVIII secolo. Di particolare importanza l’altare dell’Immacolata, fatto erigere dalla nobildonna manduriana Marianna Giannuzzi nella seconda metà del XVIII secolo, che ospita una pregevole statua lignea commissionata a Napoli. L’altare dedicato a Sant’Antonio da Padova, invece, è decorato da una statua in cartapesta opera di Salvatore Sacquegna, datata 1913.

I busti reliquiari: testimonianza barocca napoletana

Una delle caratteristiche più straordinarie della chiesa è la raccolta di diciotto busti reliquiari realizzati da diverse botteghe napoletane. Questi manufatti eccezionali furono commissionati su iniziativa del padre Gregorio Pasanisi, che utilizzò un lascito per ottenere le reliquie e realizzare alcuni busti. La restante parte dei busti e la doratura di tutti furono finanziati da Gaspare Montesina, un nobile spagnolo che dispose un lascito di mille ducati al convento, a memoria del figlio Teodoro, frate minore morto prematuramente. Nel 2007-2008, quattordici di questi busti furono esposti a Lecce nella Chiesa di San Francesco della Scarpa, in una mostra intitolata “Sculture di età barocca tra Terra d’Otranto, Napoli e Spagna”, occasione in cui molti di essi furono sottoposti a restauro conservativo.

L’abside: capolavoro architettonico unico

L’abside in cui è posto l’altare maggiore rappresenta una realizzazione unica nell’architettura sacra manduriana. Il visitatore ha l’impressione di essere coinvolto nella sacra liturgia che si svolge su un proscenio finemente lavorato, con due ali di santi in preghiera che invitano ad adorare l’Eucaristia. L’abside è costituita da un vano aperto, delimitato sui lati sinistro e destro dalla presenza di diciotto nicchie sopraelevate, che contengono i preziosi busti reliquiari.

Informazioni pratiche per la visita

La Chiesa di San Francesco è situata in Piazza Vittorio Emanuele II (o Piazza San Francesco) nel centro storico di Manduria, nella provincia di Taranto. L’edificio, di proprietà di un ente religioso cattolico, è sottoposto alla tutela della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto. La chiesa partecipa regolarmente all’evento “Chiese Aperte”, che consente l’accesso a visitatori interessati alla scoperta del patrimonio artistico e spirituale. È consigliabile contattare la parrocchia locale o consultare il sito dell’evento “Chiese Aperte” per verificare orari di apertura e disponibilità di visite guidate.

Manduria è facilmente raggiungibile dalla maggior parte delle località salentine. La città si trova a circa 30 km da Lecce e a 40 km da Brindisi, con collegamenti ferroviari e stradali ben sviluppati. Una volta in città, il centro storico dove sorge la Chiesa di San Francesco è facilmente accessibile a piedi dai principali parcheggi pubblici.

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