Il Ponte Girevole di Taranto non è soltanto il simbolo più noto della città dei due mari, ma una struttura carica di storie straordinarie che pochi conoscono. Al di là della sua funzione ingegneristica, il ponte custodisce curiosità affascinanti che ne arricchiscono la leggenda urbana e la storia tecnica.
L’unicità globale del meccanismo di apertura
Ciò che rende davvero speciale il Ponte Girevole è la sua modalità di apertura orizzontale, completamente diversa da ogni altro ponte girevole nel mondo. A differenza dei ponti girevoli europei che si aprono verticalmente, quello di Taranto si dischiude ruotando le due metà come «le braccia di un parente che ti dà il benvenuto in casa». La rotazione è asimmetrica: il semiponte lato Borgo Antico ruota di circa 45 gradi, mentre quello del Borgo Nuovo raggiunge i 90 gradi. L’intera procedura di apertura e chiusura richiede circa tre minuti per la rotazione, anche se il processo completo impiega venti minuti.
Quando Papa Giovanni Paolo II salutò dal canale
Uno degli eventi più memorabili nella storia del ponte accadde nell’ottobre 1989, quando i suoi bracci si spalancarono al cospetto di Papa Giovanni Paolo II. Il Pontefice attraversò il canale in barca, creando un momento indimenticabile che rimase impresso nel cuore di migliaia di tarantini. Non fu l’unica apertura straordinaria per eventi religiosi: ogni anno a maggio il ponte si apre per il transito della processione marittima dedicata a San Cataldo, patrono della città.
Il mistero dei lucchetti dell’amore sul canale
Come il celebre Ponte Milvio di Roma, il Ponte Girevole è diventato meta degli innamorati tarantini, che hanno deciso di replicare la tradizione dei lucchetti dell’amore. Gli amanti hanno agganciato alle ringhiere del ponte i loro lucchetti simbolici, lanciandone le chiavi nel canale navigabile. Molti di questi oggetti sono stati rimossi nel tempo per ragioni di manutenzione, ma altri resistono ancora, «coraggiosamente aggrappati alla ringhiera a suggellare qualche ardore giovanile».
L’avventura audace della nave Amerigo Vespucci del 1965
Nel 1965 accadde un episodio che divenne leggendario nei circoli marinai tarantini. Il comandante Agostino Straulino della famosa nave Amerigo Vespucci decise di sfidare i limiti di velocità e attraversò il canale a 14,6 nodi, anziché i prescritti 3 nodi. L’impresa ebbe grande risonanza mediatica per la sua audacia, ma non rimase impunita: Straulino fu condannato a due giorni di carcere per aver violato le regole di navigazione nel canale.
Dal potere dell’acqua al motore elettrico
Originariamente, il ponte costruito nel 1887 funzionava grazie a un sistema ingegneristicamente raffinato: turbine idrauliche alimentate da un serbatoio di 600 metri cubi d’acqua posizionato sul torrione San Lorenzo del Castello Aragonese adiacente. L’acqua cadeva dalle vasche, azionando due turbine situate sotto i piloni, che mettevano in rotazione la struttura. Questo sistema durò fino alla ricostruzione del 1957-1958, quando il ponte fu completamente demolito e ricostruito con un funzionamento totalmente elettrico, mantenendo però i principi ingegneristici originari.
L’ingegnere Alfredo Cottrau e la gara progettuale
La storia del ponte originario è legata al nome di Alfredo Cottrau, che vinse la gara di appalto indetta dal Genio Militare nel 1880. La competizione era serrata: il progetto di Cottrau e della sua Impresa Industriale Italiana di Napoli ebbe la meglio su quello dei colleghi «Guppy e C.». Il costo stimato era di 4 milioni e 200 mila lire dell’epoca. La costruzione iniziò nel 1884 ma subì un rallentamento tragico: l’epidemia di colera che colpì Taranto dall’agosto al settembre 1886 uccise 346 persone, bloccando temporaneamente i lavori.
Apparizioni nel cinema e nella letteratura
Il Ponte Girevole ha affascinato anche artisti e cineasti. Gabriele D’Annunzio lo immortalò nei versi delle sue «Laudi del Cielo del Mare della Terra e degli Eroi», decantando il ponte come «sul ferrato cardine» dove «gira e del ferro il tuo Canal rintrona». Nel cinema, il ponte apparve in «La Nave Bianca», film del 1941 girato interamente a Taranto e diretto da Roberto Rossellini. Più recentemente, nel 2018, il regista Michael Bay ha utilizzato il ponte per girarvi scene della pellicola «6 Underground».
Le aperture straordinarie che nessuno sapeva pianificare
Fino agli anni Novanta, il ponte si apriva secondo un orario pubblico prestabilito: alle cinque del mattino, alle quattordici e alle ventuno. Oggi, invece, le aperture sono diventate straordinarie e dipendono esclusivamente dalle necessità operative della Marina Militare e dall’Arsenale. Non esiste un orario fisso, e i cittadini devono consultare i pannelli informativi posizionati alle due sponde o il sito ufficiale del Comune per scoprire quando avverrà la prossima apertura. Questo cambiamento è stato introdotto per ridurre i disagi al traffico urbano, che nel corso dei decenni è aumentato significativamente.
Il Ponte Girevole rimane quindi non solo un’opera di ingegneria straordinaria, ma un repository vivente di storie che raccontano la vera natura di Taranto: una città che unisce il passato militare e industriale con il presente turistico e culturale.
