La S&C Costruzioni S.r.l. avrebbe rinunciato al progetto dell’impianto di trattamento e recupero di rifiuti inerti tra il Mar Piccolo e Paolo VI, con conseguente archiviazione del procedimento da parte della Provincia di Taranto.
L’impianto, secondo quanto ricostruito, avrebbe avuto dimensioni significative: una struttura grande quanto cinque campi di calcio, con oltre 18.700 transiti annui di mezzi pesanti in un’area già caratterizzata da criticità ambientali. La struttura avrebbe gestito lo stoccaggio, la selezione e il trattamento di rifiuti inerti con potenziali criticità ambientali e paesaggistiche, tra cui il consumo di suolo agricolo e gli impatti sull’ecosistema del Mar Piccolo.
Nella valutazione del progetto, ARPA Puglia e la Regione Puglia avrebbero evidenziato criticità ambientali e paesaggistiche, sottolineando come la proposta risultasse in dissonanza rispetto ai criteri localizzativi del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Speciali e alla pianificazione regionale in materia di aree protette.
Contro il progetto si erano mobilitati il Movimento 5 Stelle locale, associazioni ambientaliste e comitati cittadini, che avevano promosso assemblee pubbliche e raccolte firme contestando la costruzione di un impianto a meno di 900 metri dalle abitazioni del quartiere Paolo VI.
Nella comunicazione alla Provincia del 18 maggio, la società avrebbe informato che non era stata avviata alcuna attività di cantierizzazione dell’area.
