Il Mar Piccolo diventa laboratorio all’aperto di scienza partecipata
Il Mar Piccolo di Taranto si è trasformato in un laboratorio all’aperto, ospitando tra il 14 e il 18 maggio studenti, ricercatori e cittadini in un evento dedicato alla biodiversità, dove tutti hanno potuto contribuire concretamente alla raccolta di dati scientifici. L’iniziativa, parte della Biodiversity Sampling Week (BSW), promossa a livello nazionale dal National Biodiversity Future Center, primo centro di ricerca italiano dedicato alla biodiversità e finanziato dal PNRR – Next Generation EU, ha unito divulgazione, educazione ambientale e citizen science, coinvolgendo i partecipanti in attività sul campo dal prelievo di campioni all’identificazione di specie vegetali e animali, fino alla misurazione di parametri ambientali.
Studenti in prima linea: esperienze concrete di monitoraggio
Gli studenti dell’Istituto Comprensivo Martellotta sono stati coinvolti in due attività: lo studio delle nozioni base sull’ecosistema marino del Mar Piccolo e attività di ricerca insieme ai biologi del CNR di Taranto. Le tre fasi cruciali hanno riguardato il campionamento in mare dei microorganismi, l’analisi e la catalogazione, permettendo di raccogliere ulteriori dati sulle acque e i vari abitanti. I giovani hanno potuto apprendere l’importanza del biomonitoraggio fluviale con macroinvertebrati e del campionamento del DNA ambientale che influisce sulla vita delle specie marine.
Biodiversità in aumento: merito delle bonifiche
Nel Mar Piccolo di Taranto la biodiversità è in aumento, dato in controtendenza rispetto a molte altre aree marine del pianeta. L’aumento della biodiversità è collegato direttamente alla chiusura di circa 180 scarichi abusivi nel Mar Piccolo, secondo il commissario governativo per le bonifiche. L’iniziativa ha permesso a numerosi partecipanti di esplorare un ecosistema marino unico, monitorato da esperti e scienziati, facendo emergere segnali concreti di rinascita ambientale della laguna.
La Carta del Mar Piccolo: governance partecipata
Nell’ambito dell’iniziativa è stata inoltre presentata la Carta del Mar Piccolo, un documento pensato come strumento di governance partecipativa per la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale della laguna, una proposta concreta per coinvolgere in modo stabile il territorio nella gestione del proprio ecosistema. La Carta è uno strumento di supporto alla governance partecipativa del Mar Piccolo e del suo patrimonio naturale e culturale, volto a comprendere come i dati raccolti possano alimentare diritti, informazioni e pratiche di cittadinanza attiva nella gestione condivisa del bene comune.
Chi organizza: il lavoro di enti e istituzioni
L’iniziativa è stata organizzata dal Cnr-Irsa Talassografico con il supporto della Casa delle Tecnologie Emergenti Calliope. Promotori dell’evento sono stati NBFC, IRSA-CNR, Commissario straordinario del Governo per le bonifiche, Università di Bari Aldo Moro, ARPA Puglia, CTE Calliope e Comune di Taranto, con partner attivi come Asd Enjoy Your Dive, ASL Taranto e Guardia Costiera.
La visione: biodiversità come risorsa per la salute
Secondo il direttore scientifico di Calliope, “comprendere l’equilibrio tra gli elementi fondamentali della natura, come il mare e l’ecosistema del Mar Piccolo, significa riconoscere la biodiversità come risorsa per la salute umana”. Un messaggio importante che collega la ricerca scientifica al benessere della comunità tarantina e alla sostenibilità del territorio.
Prospettive future: continuare a monitorare
Il progetto “Nuovi approcci partecipativi per la tutela e valorizzazione del Mar Piccolo di Taranto” si propone di produrre un documento programmatico condiviso attraverso l’attivazione di sette tavoli tematici di co-creazione territoriale, raccogliendo i contributi delle principali amministrazioni interessate, degli operatori economici, delle associazioni e della cittadinanza attiva. Una prosecuzione naturale che intende consolidare gli impegni di tutela emersi dal BioBlitz.
