Un lavoratore sarebbe rimasto ferito dopo essere caduto mentre cercava di mettersi in salvo da un escavatore interessato da un principio d’incendio: secondo quanto ricostruito, si tratterebbe dell’ultimo episodio che accende l’allarme sulla sicurezza all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto.
Stando a quanto segnalato da Piero Vernile, operaio dell’ex Ilva e delegato Rsu della Uilm, al reparto Grf della discarica Paiole episodi analoghi si sarebbero verificati più volte nel corso degli anni. Le criticità si concentrerebbero in modo particolare alla Portineria A, superato il cavalcavia, dove risulterebbe segnalata una presenza diffusa di rifiuti accumulati nei pressi delle portinerie, con condizioni igieniche ritenute inaccettabili. A marzo scorso, una profonda voragine si sarebbe aperta lungo la strada interna che costeggia i reparti Treno Nastri 2 e Deposito Bramme 2, un’area ad alto transito di mezzi pesanti e personale.
La situazione risulterebbe ancora più critica considerando il recente passato della fabbrica. L’altoforno 1 dell’ex Ilva di Taranto sarebbe stato inaugurato a ottobre 2024 nonostante alcuni dispositivi di sicurezza risultassero guasti: in particolare, una delle termocoppie sarebbe stata fuori uso e il 7 maggio scorso non avrebbe segnalato tempestivamente l’innalzamento della temperatura nell’impianto, secondo quanto ricostruito, contribuendo all’incendio che sollevò una colonna di fumo visibile a decine di chilometri.
Secondo le segnalazioni sindacali, l’incidente ripropone il tema delle condizioni di sicurezza nello stabilimento. Si è tenuto un incontro presso lo stabilimento a seguito della richiesta da parte delle organizzazioni sindacali in merito ai temi della sicurezza, con presenti il management di Acciaieria d’Italia e una delegazione del Ministero del Lavoro, dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dell’Inail della Regione Puglia.
Secondo un comunicato unitario di quattro sigle sindacali, gli incidenti sarebbero suscettibili di interventi rapidi con ispezioni congiunte finalizzate alla messa in sicurezza degli impianti.
La vertenza della sicurezza all’ex Ilva rimane così aperta, con i lavoratori che continuano a denunciare un divario tra gli annunci governativi e la realtà quotidiana dello stabilimento, dove le infrastrutture appaiono ancora fragilissime e le garanzie di protezione insufficienti.
